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Wed, 07 Mar 2018 14:20:26 +0100 Wed, 07 Mar 2018 14:20:26 +0100 it-IT 10 Morto un altro giocatore di calcio. È Marco Longo, 32enne attaccante di un club nel Pistoiese che milita nell&amp;#39;Eccellenza.A pochi giorni dal decesso di Davide Astori, capitano della Fiorentina, un altro calciatore è scomparso. La sua fama non era la stessa del difensore viola, cresciuto nel Milan, per poi approdare al Cagliari e alla Roma, ma la sua morte ha portato enorme dolore nell&amp;#39;ambiente. Come riporta Il Tirreno, Marco era stato costretto a lasciare il calcio circa un anno e mezzo fa a causa di una malattia, a cui non è riuscito a sopravvivere.La sua carriera era iniziata con la maglia del Poggio a Caiano, il club giovanile che gli aveva consentito di mettersi in luce, per poi passare alla Vaianese e il Malitesi, prima di approdare all&amp;#39;Aglianese, ultima squadra in cui ha giocato. I suoi compagni lo ricordano come una persona generosa e di cuore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520427814-marco-longo.jpg" /> Botta e risposta via social network. La sfida tra Matteo Salvini e i suoi &amp;quot;nemici&amp;quot;, Roberto Saviano in primis, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il post su Facebook del leader della Lega in cui &amp;quot;brindava&amp;quot; alla salute degli avversari, ora l&amp;#39;autore di Gomorra risponde su Twitter. &amp;quot;Mattè, famm&amp;#39; capì si me pozz&amp;#39; fidà &amp;#39;e te!&amp;quot;.La citazione di Saviano riguarda il boss Pietro Savastano della serie tv &amp;#39;Gomorra&amp;#39;, che fa bere la sua urina al suo sottoposto Ciro come prova della sua fedeltà. Insomma, letto fra le righe il messaggio dello scrittore potrebbe significare che quel bicchiere di vino mostrato da Salvini nient&amp;#39;altro sarebbe che una dose di pipì. Il primo ad aoccergersi della foto di Salvini è però stato il vignettista Vauro. Il quale nella sua risposta è stato meno &amp;quot;fine&amp;quot; di Saviano, ma più diretto: &amp;quot;Cavolo ecco dove era finita la mia urina per le analisi!&amp;quot;Lo scontro social era iniziato ieri quando il fotografo Oliviero Toscani aveva definito &amp;quot;uomo di Neanderthal&amp;quot; il candidato premier del Carroccio. Salvini, forte della sua vittoria alle elezioni, aveva risposto con ironia e con un sorriso. Brindando alla salute di &amp;quot; Roberto Saviano, Fabio Fazio, Oliviero Toscani, Vauro, 99 Posse, Gad Lerner e Saverio Tommasi. Baci e abbracci&amp;quot;. Dopo Saviano, anche Saverio Tommasi ha preso tastiera e mouse per dire la sua con toni da vittimismo: &amp;quot;Diciamo la verità: quando qualcuno brinda alla tua salute fa sempre piacere. Quasi sempre. Perché l&amp;#39;ironia di uno degli uomini in questo momento più potenti d&amp;#39;Italia, e che in ogni caso influirà in modo sostanziale nella formazione del prossimo Governo italiano, non è un grande incoraggiamento per il prosieguo del proprio lavoro. Quando gli uomini di potere colpiscono scrittori, giornalisti, artisti, significa che sono tempi grigi. Lo sapevamo, ma l&amp;#39;ennesima constatazione non è piacevole&amp;quot;.Una replica arriva anche dal gruppo musicale antifascista del 99posse: &amp;quot;La caratura morale di Matteo Salvini è tutta in questo suo post di qualche ora fa - scrivono su Facebook - Non riuscendo a sostenere un confronto da adulto con giornalisti, artisti, scrittori e musicisti che lo hanno semplicemente criticato o legittimamente contrastato in questi mesi, si comporta come un adolescente che si vendica contro tutti quelli che ce l&amp;#39;hanno con lui. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520427284-28876702-200627133857042-1958583739-o.jpg" /> Anche l&amp;#39;inno nazionale ora rischia di essere &amp;quot;maschilista&amp;quot;. Sì, perché secondo Frau Kristin Rose-Möhring, responsabile per le questioni femminili nel governo tedesco, l&amp;#39;inno del Paese deve essere cambiato.La proposta entusiasmante arriva proprio alla vigilia della festa della donna. Come riporta Italia Oggi, Frau Kristin - 63 anni e laureata in filologia - vorrebbe trasformare il maschile &amp;quot;der&amp;quot; della canzone in un neutro &amp;quot;das&amp;quot;. La lingua tedesca, infatti, non ha solo il maschile e il femminile, ma anche il neutro. E le femministe dovrebbero accontentarsi di questo.L&amp;#39;iniziativa è stata sommersa dalle critiche, ma per difendersi Frau Kristin ha ricordato che anche Austria e Canada hanno cambiato l&amp;#39;inno, proprio per scampare a un passato maschilista e nel rispetto della parità dei sessi. La proposta di cambio di genere, però, non sembra interessare nemmeno la cancelliera Merkel che ha commentato: &amp;quot;A me l&amp;#39; inno piace così. Anzi, mi piace molto&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/12/27/1514377128-lapresse-20171219170302-25307664.jpg" /> Solo dopo 56 giorni dalla scomparsa della moglie Marina Ripa Di Meana, anche Carlo ha chiuso gli occhi.Il 5 marzo scorso Carlo Ripa di Meana se ne è andato, dopo anni passati a lottare contro la malattia. Ora, intervistato dal settimanale Oggi, a parlare è il figlio adottivo della coppia, Andrea Cardella. Andrea, nonostante i 30 anni passati con la famiglia Ripa di Meana e i 5 di adozione, ha sempre avuto un grosso rispetto per Carlo, tanto che gli ha sempre dato del lei e &amp;quot;dell&amp;#39;onorevole&amp;quot;.Così Andrea Cardella ha voluto ricordare gli ultimi istanti di vita di suo padre. &amp;quot;L&amp;rsquo;onorevole ha trascorso le settimane lacerato da un grande cruccio - ha confessato Andrea Cardella a Oggi -. &amp;#39;Come ho fatto a non capire che Marina stava così male?&amp;#39;, ripeteva. &amp;#39;Marina non voleva che lei sapesse, che lei soffrisse&amp;#39;, gli spiegavo. Speravo di avere più tempo da trascorrere con mio padre. Lo spronavo: &amp;#39;Onorevole, si rimetta presto e ritorni a casa: ho bisogno del suo aiuto per organizzare il trasloco&amp;#39;. Si era infatti deciso di lasciare la grande casa di via Ovidio a Prati, dove è morta Marina, per trasferirsi in un appartamento più piccolo, ma luminosissimo in via Gorizia, quartiere Trieste&amp;hellip; Era speranzoso e non vedeva l&amp;rsquo;ora di iniziare questo nuovo capitolo della sua vita, il capitolo di padre e figlio. Ma con Marina sempre nel cuore e nella mente. Aveva chiesto all&amp;rsquo;architetto Aldo Ponis di preparare una gigantografia da una foto di Marina coi pattini, un&amp;rsquo;immagine che tenevano incorniciata vicino al tavolo da pranzo. La voleva a grandezza naturale, per immaginarla sempre vicino a sé&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/02/1520012098-ripos.jpg" /> &amp;quot;Rimango molto sorpreso nel vedere come esponenti importanti della cosiddetta classe dirigente salgano sul carro del vincitore prima ancora che questo abbia cominciato a muoversi&amp;quot;. Così Luca Cordero di Montezemolo è intervenuto in merito all&amp;#39;apertura del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e dell&amp;#39;ad di Fca, Sergio Marchionne, dopo il successo del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche.&amp;quot;I Cinque stelle sono un partito democratico, non fanno paura&amp;quot;, aveva dichiarato il leader di Confindustria commentando i risultati delle elezioni che hanno visto la crescita del M5S, il crollo del Pd e la vittoria del centrodestra come prima coalizione.L&amp;#39;ad di Fca, Sergio Marchionne, aveva invece affermato: &amp;quot;I nuovi non mi spaventano. M5S? Visto di peggio. Renzi? Irriconoscibile&amp;quot;. Sulla stessa linea anche il ceo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che oggi ai microfoni di Radio Capitalil ha commentato: &amp;quot;Marchionne ha detto che ha visto di peggio del Movimento 5 Sstelle? Anche io, ho visto di governi di facciata molto stabili che agivano in maniera irresponsabile, ma attendiamo di vedere bene i programmi&amp;quot;. &amp;quot;È presto per parlare, ma nelle settimane precedenti al voto parti più populiste della politica hanno avuto una convergenza verso il centro&amp;quot;, ha aggiunto.Di fronte a queste aperture Montezemolo ha mostrato tutto il suo stupore:&amp;quot;Salgono già sul carro del vincitore&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/28/1490683827-montezemolo.jpg" /> Belen Rodriguez è pronta alla seconda gravidanza? L&amp;#39;indiscrezione è trapelata all&amp;#39;indomani di una vacanza della soubrette alle Maldive. Belen si è infatti rilassata al mare in compagnia del piccolo Santiago - il figlio avuto dalla precedente relazione con il ballerino Stefano De Martino - e del nuovo compagno Andrea Iannone. L&amp;#39;atleta e la showgirl sembrano molto affiatati: stanno insieme da due anni e spesso spuntano sulle cronache rosa indiscrezioni su presunti &amp;quot;salti di qualità&amp;quot; nella loro storia d&amp;#39;amore.Stavolta, però, l&amp;#39;ipotesi di una gravidanza non appare completamente infondata. Durante la permanenza alle Maldive, la soubrette ha pubblicato uno scatto romantico su Instagram, che ritrae lei e Iannone in acqua mentre si abbracciano teneramente. Nella didascalia solo due parole: &amp;quot;Proteggimi sempre&amp;quot;. Naturalmente, questo indizio non è sufficiente per confermare una dolce attesa, sebbene i fan ci stiano sperando. Un secondo elemento, però, sembrerebbe muoversi in questa direzione.La showgirl avrebbe infatti rinunciato alla conduzione del Grande Fratello. Belen è stata data per molti mesi come presentatrice certa dell&amp;#39;edizione tradizionale del reality, show che invece sarà condotto prossimamente da Barbara Palombelli, come riporta Novella 2000. Alcuni hanno ravvisato in questa defezione una motivazione di primaria importanza, come una gravidanza appunto.Tanto più che le parole rilasciate da Iannone in una recente intervista sembrano supportare l&amp;#39;ipotesi. &amp;quot;Ci siamo conquistati con il tempo - ha detto riferendosi a Belen - e oggi so che è la donna della mia vita&amp;quot;. Al momento non ci sono però conferme o smentite da parte della coppia. Proteggimi sempre..... @andreaiannone Un post condiviso da BELEN (@belenrodriguezreal) in data: Feb 24, 2018 at 10:56 PSTgallery 1502229 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520421492-belen125.jpg" /> Una coerenza a tutta prova: era questo - un tempo - il mantra irrinunciabile dei Cinque Stelle. La granitica pietra d&amp;#39;angolo su cui fondare ogni dichiarazione di purezza, ogni promessa elettorale di incorruttibilità e di trasparenza.Eppure non sono passate che poche ore dalla chiusura delle urne al termine di un voto che li ha incoronati trionfatori che già i grillini fanno a gara a chi infrange più tabù e calpesta quelle che per anni erano sembrate parole d&amp;#39;ordine inviolabili. Il Messaggero ne fa il conto.Partiamo ad esempio dallo streaming, che doveva essere la prima arma per aprire il Parlamento &amp;quot;come una scatoletta di tonno&amp;quot; e regalare ai cittadini uno sguardo chiaro su quello che solitamente avviene all&amp;#39;interno di stanze segrete e ben chiuse a chiave. Un tempo totem irrinunciabile e ora dimenticato. Così come è stato dimenticato il divieto assoluto di partecipare ai talk show televisivi, una volta colpiti da anatema e ora location abituali per candidati ed eletti a Cinque stelle.Candidati ed eletti fra cui abbondano i giornalisti, da Carelli a Paragone, esponenti di una categoria a cui solo pochi mesi fa il garante politico Beppe Grillo si rivolgeva esprimendo il desiderio di &amp;quot;mangiarli per il solo gusto di vomitarli&amp;quot;. Nel MoVimento sempre meno di lotta e sempre più di governo, però, non c&amp;#39;è più niente che possa dare la nausea: nemmeno le alleanze politiche - ora pudicamente ribattezzate &amp;quot;accordi&amp;quot; - con partiti ripetutamente definiti nei modi più irripetibili. Fino all&amp;#39;altro ieri la corsa in solitaria era un dogma categorico; oggi Di Maio mendica alleanze a destra e a sinistra pur di racimolare i parlamentari necessari a formare una maggioranza di governo.Infine c&amp;#39;è la recente conversione al garantismo, scoperta nuova per un movimento che sembrava voler &amp;quot;ghigliottinare&amp;quot; (politicamente, s&amp;#39;intende) chiunque fosse anche solo indagato e che invece ora pare aver rivisitato questa teoria a favore di una linea più morbida adottata, guarda caso, quando i primi avvisi di garanzia hanno iniziato a raggiungere anche i pochi eletti.Ma l&amp;#39;Italia, si sa, è un Paese dove la memoria storica è un bene poco diffuso e per questo dire una cosa e smentirla nei fatti il giorno dopo è sempre qualcosa di concesso. Anche al momento di formare il governo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/06/1520346125-fotogramma-20180305153343-25883468.jpg" /> Cavriago è un comune di poco meno di 10mila abitanti in provincia di Reggio Emilia. Nel centro storico c&amp;#39;è un busto a cui i cavriaghesi tengono molto: è quello di Lenin. Lo realizzarono nel 1922 alcuni operai della città ucraina di Lugansk, per metterlo davanti a fabbrica di treni. Trafugato durante l&amp;#39;occupazione tedesca della seconda guerra mondiale, arrivò in Italia e finì nelle mani dei partigiani. Riconsegnato all&amp;#39;ambasciata sovietica a Roma dopo la guerra, il busto nel 1970 è stato donato al comune di Cavriago, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Lenin. Ma perché questo dono? Nel 1921 il Consiglio Comunale approva un ordine del giorno con cui si stabiliva di &amp;quot;accogliere l&amp;#39;invocazione di dolore e di fame dei fratelli della Russia&amp;quot;, decidendo di stanziare a loro favore la somma di 500 lire. Così, dopo alcuni decenni, Mosca volle ringraziare quel piccolo borgo italiano, inviando in dono il busto del padre dell&amp;#39;Unione sovietica.Oggi quella storia e quei simboli sono stati letteralmente spazzati via dall&amp;#39;onda gialla. Neanche la rossa Cavriago, culla del socialismo italiano prima, e delle simpatie per Lenin dopo, il Pd è stato superato dal M5S, anche se solo di un punto percentuale alla Camera (32% contro 31%). Pareggio al Senato (30,7% a testa). Numeri quasi impensabili per un posto come questo. Come scrive il Resto del Carlino la grillina Rossella Ognibene (sconfitta all&amp;rsquo;uninominale della Camera per una manciata di voti dalla deputata uscente Antonella Incerti, Pd), ha parlato di &amp;quot;risultato clamorosamente storico&amp;quot; e &amp;quot;cambiamento dirompente&amp;quot;. I motivi che spiegano tale risultato? &amp;quot;Abbiamo incontrato gli elettori quotidianamente in piazza ed erano preoccupati. A partire dalla criminalità organizzata e dalla corruzione, senza dimenticare la crisi economica, i cittadini vogliono risposte concrete. I riferimenti ideologici sono scomparsi. Anche il sociologo Zygmunt Bauman ha parlato di &amp;lsquo;società liquida&amp;rsquo;, priva di schemi politici consolidati; rincorrere i vecchi ideali di destra e sinistra, attualmente, sarebbe solo un esercizio di romanticismo appartenente al passato&amp;quot;. Una cavriaghese doc, Orietta Berti, non molto tempo fa disse che avrebbe votato per il Movimento 5 Stelle. Spiegò la sua scelta dicendo di preferire le persone rispetto ai simboli politici. Ora, di sicuro i cavriaghesi non hanno dato peso a questo endorsement. Però resta il fatto che la Piccola Pietroburgo (come un tempo veniva chiamata questa cittadina reggiana) ormai è solo un ricordo sbiadito. E l&amp;#39;onda gialla ricorda un po&amp;#39; l&amp;#39;impresa di Giorgio Guazzaloca, che nel 1999 sconfise la sinistra e divenne il primo sindaco di centrodestra nella storica roccaforte comunista di Bologna. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520423623-cavriago-lenin.jpg" /> L&amp;#39;ultima edizione di Ballando con le stelle verrà sicuramente ricordata per la querelle infinita tra Selvaggia Lucarelli e Alba Parietti.Ma una volta spenti i riflettori del programma di Milly Carlucci come è finita fra le due primedonne? La giornalista non ha nessuna intenzione di farla passare liscia alla showgirl e, come scrive il Corriere della Sera, Selvaggia Lucarelli ha deciso di querelare in sede penale e civile Alba Parietti.Quell&amp;#39;attacco della Lucarelli &amp;quot;a Scialba Parietti qualcuno dovrebbe raccontare la teoria del gatto spiaccicato in autostrada: anche quello lo guardiamo tutti passando con la macchina, ma non perché ci piace&amp;quot; e quella risposta della Parietti &amp;quot;tu sei una mitomane pericolosa e una buffona insopportabile, sei solo capace a sputtanare la gente&amp;quot;, quindi, le porterà in tribunale. Selvaggia Lucarelli, infatti, ritiene inaccettabile quando accaduto durante Ballando con le stelle e, nonostante le mediazioni, porta &amp;quot;l&amp;#39;avversaria&amp;quot; in tribunale con una richiesta di 300mila euro.E se Selvaggia Lucarelli non ha mai perdonato gli attacchi dell&amp;#39;acerrima nemica durante la trasmissione e sui social, Alba Parietti sembra (almeno fino a oggi) aver scelto una linea più morbida. In un&amp;rsquo;intervista al Corriere, infatti, la showgirl aveva ripercorso la sua esperienza a Ballando, aveva parlato dei continui scontri con Selvaggia per poi arrivare a parlare della possibilità di fare un programma insieme. &amp;quot;La tv - diceva - è anche commedia dell&amp;rsquo;improvvisazione. Però ho 56 anni e non sono l&amp;rsquo;ultima arrivata. Essere trattata come una sciacquetta mi ha dato fastidio. Selvaggia fa la lotta contro il bullismo, ma il suo atteggiamento in giuria è molto simile a quello di una bulla. Lei è una che gioca scorretto. Se fai il gioco sporco, lo faccio anche io. Però posso aggiungere una cosa? Se facessi un programma prenderei subito Selvaggia Lucarelli come opinionista, è bravissima a fare la provocatrice&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/27/1490605434-lucarelli.jpg" /> Sono 21 le persone arrestate questa notte a Roma con l&amp;#39;accusa di illecita commercializzazione di cocaina, detenzione, spaccio, estorsione, minacce, porto clandestino e ricettazione di armi da sparo.Cinque sono state colte in flagranza di reato mentre per le altre 16 è scattata la custodia cautelare in carcere. Una di queste è una nipote di Federica Mogherini, l&amp;#39;Alto rappresentante dell&amp;#39;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Secondo quanto riportato nell&amp;#39;ordinanza, Gaia Mogherini, 28enne figlia di un fratellastro molto più grande dell&amp;#39;ex ministro degli Esteri, sarebbe &amp;quot;nullafacente e pregiudicata&amp;quot;. La ragazza era già finita in manette nel 2016 con accuse simili. L&amp;#39;indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Roma e condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Roma, ha riguardato due dei quartieri &amp;quot;bene&amp;quot; della Capitale, i Parioli e via Veneto.In particolare, in due locali notturni della nota via uno degli indagati spacciava regolarmente cocaina. La filiera coinvolge anche altri quartieri come San Giovanni, Anagnina e La Rustica, fino a zona Casilina. Seconco quanto ricostruito dai carabinieri, il gruppo non esitava a minacciare di morte i debitori o i loro stessi collaboratori pur di ottenere il pagamento della droga. A destare l&amp;#39;attenzione delle forze dell&amp;#39;ordine è la qualità della cocaina spacciata, pura al 97 per cento. Questo da pensare a che la droga arrivi in Italia da fonti esterni, senza poi essere rilavorata. Arrestato anche il &amp;quot;ragioniere&amp;quot; dell&amp;#39;organizzazione, colui che teneva i conti e un altro uomo che si aggirava per le vie della Capitale con una pistola Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, caricatore inserito e cinque cartucce. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/14/1487090583-coca.jpg" /> Dopo una settimana, Antonietta Gargiulo ha aperto gli occhi. La donna ferita dal marito Luigi Capasso, che prima di suicidarsi ha ucciso le loro figlie di 7 e 13 anni, si è risvegliata dalla sedazione a cui è stata sottoposta dal 28 febbraio scorso, quando è stata colpita da tre proiettili sparati dal marito.Antonietta Gargiulo, ricoverata nel reparto di terapia intensiva del San Camillo di Roma, risponde ora agli stimoli uditivi ma la fasciatura al volto dovuta all&amp;#39;intervento con cui i medici le hanno ricostruito la mandibola non le permette di parlare.Psicologi e familiari stanno cercando ora di riportare, con cautela, la donna alla realtà ma prima è necessario sapere cosa lei ricordi dell&amp;#39;accaduto. Si tratta di una procedura delicata che potrebbe, secondo gli esperti, richedere molto tempo.I funeraliNel frattempo è stata fissata la data dei funerali delle due sorelline di 7 e 13 anni, Alessia e Martina. Il rito funebre per le bambine, uccise per mano del padre Luigi Capasso, si svolgerà venerdì mattina nella chiesa di San Valentino a Cisterna, dove la madre delle piccole faceva la catechista. Per il giorno dei funerali il Comune di Cisterna ha proclamato il lutto cittadino. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520422923-capasso.jpg" /> Un video che fa sta facendo divertire tutta la Rete. I protagonisti sono due carabinieri e un cane, &amp;quot;spacciatore di crocchette&amp;quot;. I due militari avevano salvato il cane randagio che si trovava in pericolo. Come da copione, lo hanno fatto salire sulla gazzella per portarlo in un canile che potesse prendersi cura di lui. Nel viaggio, però, hanno pensato di realizzare un breve filmato in cui si diverto a immaginare il simpatico compagno di viaggio come un &amp;quot;pericoloso criminale&amp;quot;.La gag, pubblicata sui social network, diventa immediatamente virale. &amp;quot;Dai, non fare così, al massimo una settimana e sei fuori - dice il carabiniere seduto al posto del passeggero - Ora chiami il tuo avvocato e al massimo ti fai i domiciliari o l&amp;#39;obbligo di firma&amp;quot;. Il cane sembra rispondere rattristato e il militare insiste: &amp;quot;Non fare quella faccia - si sente dire nel filmato - stai tranquillo, se ti comporti bene noi ci mettiamo una buona parola...&amp;quot;.Il divertente rasmussen video si conclude con una battuta del collega seduto alla guida della voltante: &amp;quot;Se tu spacci crocchette, poi non ti puoi lamentare...&amp;quot;. A pubblicare il video è stato Enrico Rizzi, comandante del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali (guarda il video). <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520422990-apertura-video.jpg" /> Proprio quando sembrava migliorare, la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord torna di nuovo a crescere. E questo perché secondo quanto riferito da Washington, il fratellastro di Kim è stato ucciso con l&amp;#39;agente nervino VX, il cui uso è vietato.&amp;quot;Il governo della Corea del Nord ha usato l&amp;#39;agente chimico da guerra VX per assassinare Kim Jong Nam nell&amp;#39;aeroporto di Kuala Lumpur&amp;quot;, ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert.&amp;quot;Questa dimostrazione pubblica di disprezzo per le norme universali contro l&amp;#39;uso di armi chimiche mostra ulteriormente la natura sconsiderata della Corea del Nord e sottolinea che non possiamo permetterci di tollerare un programma nordcoreano di armi di distruzione di massa di alcun tipo&amp;quot;, ha aggiunto la portavoce.Scattano così nuove sanzione economiche per Pyongyang, e proprio poco dopo che Seul ha riferito che il regime di Kim apre alla denuclearizzazione ed è pronto a colloqui diretti con gli Usa in merito. In base alla legge Usa, infatti, quando un Paese o un leader violano il divieto di uso di armi chimiche e biologiche scatta un divieto di importazioni sui prodotti di quel Paese. Questo volta però le limitazioni avranno un peso più ridotto considerate già tutte le altre gravi sanzioni imposte su Pyongyang. L&amp;#39;omicidio di Kim Jong Nam L&amp;#39;omicidio di Kim Jong Nam risale al 13 febbraio del 2017, quando due donne - una indonesiana e una vietnamita attualmente a processo in Malesia - lo aggredirono spruzzandogli qualcosa sul viso mentre camminava nell&amp;#39;aeroporto internazionale di Kuala Lumpur. Kim Jong Nam, che viveva in esilio in Cina, era considerato un potenziale rivale del fratellastro, più giovane di lui. Le due donne sostengono di essere state reclutate per partecipare a quello che pensavano fosse uno scherzo televisivo, quindi di essere state ingannate diventando in realtà assassine, in un elaborato complotto ordito da un gruppo di agenti della Corea del Nord che poi avrebbero lasciato il Paese.Intanto l&amp;#39;unità anti-terrorismo della polizia britannica è impegnata nelle indagini sul sospetto avvelenamento di una ex spia russa, Sergei Skripal, a Salisbury, in Inghilterra. Il caso è stato paragonato a quello di Alexander Litvinenko, ex spia morta per avvelenamento con un the al polonio a Londra nel 2006; nel 2016 un&amp;#39;indagine britannica ha stabilito che il presidente russo, Vladimir Putin, aveva &amp;quot;probabilmente approvato&amp;quot; quell&amp;#39;uccisione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/14/1487074652-king-jong-nam.jpg" /> Arriva da Mario Balotelli una pesante critica rivolta al primo senatore di colore della storia della Repubblica italiana. Il calciatore del Nizza ha approfittato del suo profilo Instagram per commentare l&amp;#39;elezione di Toni Chike Iwobi e l&amp;#39;ha fatto con parole tutt&amp;#39;altro che lusinghiere.&amp;quot;Forse sono cieco io o forse non gliel&amp;#39;hanno detto ancora che è nero&amp;quot;, ha scritto sul social network, sopra a una fotografia che ritrae Iwobi insieme al leader del Carroccio, Matteo Salvini. E poco sotto: &amp;quot;Ma vergogna!!!&amp;quot;. Il post non è più raggiungibile.Toni Iwobi è stato eletto con le liste della Lega, partito in cui milita dal 1993. Responsabile per l&amp;#39;immigrazione e la sicurezza di Salvini, ha doppia cittadinanza italiana e nigeriana e in passato si è espresso con parole molto critiche sull&amp;#39;operazione Mare Nostrum.video 1502211Nato il 26 aprile 1955 a Gasau, è arrivato in Italia nel 1976 facendo richiesta di un permesso di soggiorno per studiare all&amp;#39;Università per stranieri a Perugia. È poi rimasto in Italia, dove si è sposata e ha avuto due figli, ricoprendo incarichi nell&amp;#39;amministrazione locale a Spirano, comune della Bergamasca dove è residente.&amp;quot;Balotelli, non mi piaceva in campo, mi piace ancor meno fuori dal campo&amp;quot;, risponde a breve giro di posto Matteo Salvini, anticipando il diretto interessato dalle critiche. &amp;quot;Preferisco ignorarlo in questo momento. Non mi interessa quello che scrive, ne ho abbastanza delle polemiche: voglio pensare al mio territorio e al nuovo compito che mi hanno affidato. Lui è un grande giocatore e rimarrà tale, spero che si limiti a fare il suo bel lavoro, visto che è portato a farlo&amp;quot;.&amp;quot;I radical-chic viziati con il portafoglio pieno sono andati in cortocircuito per l&amp;#39;elezione del nostro Toni Iwobi&amp;quot;, rincara la dose Simona Bordonali, assessore uscente alla Sicurezza in Lombardia e ora deputata. E uno stoccata arriva anche dall&amp;#39;ex campione di calcio Sandro Mazzola, neo-senatore. &amp;quot;Ha detto una cosa che non va, una cosa non giusta&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520414010-senzanome.jpg" /> Il trionfo del M5S al Sud è incontrovertibile. A Napoli, dove ha superato il 50% dei voti, lo è stato (forse) ancor di più. Il sindaco Luigi De Magistris, all&amp;rsquo;indomani della schiusa delle urne, ha aperto ai pentastellati ipotizzando un&amp;rsquo;intesa e, comunque, l&amp;rsquo;avvio di un dialogo. La porta, almeno per il momento, gliela ha chiusa Roberto Fico.L&amp;rsquo;ex pm, nelle ore immediatemente successive al voto, commentando il voto ai microfoni di Radio Rai ha detto: &amp;ldquo;Credo ci siano molte condizioni per dialogare con un movimento che si pone come di rottura al sistema. Se il M5S supera la sindrome dell&amp;rsquo;assoluta autosufficienza e comincia a guardare ad alcune forti esperienze territoriali di governo e di rivoluzione, si andasse a votare anche tra un anno, si arriverebbe al 40%&amp;rdquo;.Alle dichiarazioni di De Magistris replica, con estrema cautela, il pentastellato Roberto Fico che in un&amp;rsquo;intervista a Repubblica spiega a chiare lettere che: &amp;ldquo;In questo momento, per me, De Magistris è solo il sindaco di Napoli, non altro. Spero, nell&amp;rsquo;interesse della città e dei napoletani, che faccia il suo lavoro al meglio delle sue possibilità&amp;rdquo;. E aggiunge: &amp;ldquo;Il governo 5 Stelle è amico dei cittadini italiani, non di questo e quel sindaco. Per noi esistono solo buone pratiche amministrative e istituzionali. Se De Magistris presenterà buoni progetti e delibere in consiglio comunale, il Movimento li appoggerà ma sarà pronto a contestarlo se dovesse proporre iniziative che non ci convincono&amp;rdquo;.In pratica, il M5S non si schioda dall&amp;rsquo;opposizione &amp;ndash; per quanto costruttiva &amp;ndash; in Comune, pensa ad andare al governo e, almeno per il momento, non apre alla &amp;ldquo;rivoluzione arancione&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;ex pm. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/29/1498748244-de-magistrs.jpg" /> Dani Alves, in estate, ha lasciato la Juventus ma i tifosi bianconeri non hanno affatto dimenticato le sue parole: &amp;quot;Il mio obiettivo è tornare a vincere la Champions League, per questo ho lasciato la Juventus. Ed è lo stesso motivo per cui Neymar ha lasciato il Barcellona. È una coppa che dà adrenalina, ci eccita&amp;quot;. In realtà, però, il Psg è stato eliminato dai detentori della competizione, per due anni di fila: il Real Madrid di Zinedine Zidane, infatti, ha vinto 3-1 nella gara d&amp;#39;andata disputata al Santiago Bernabeu e 2-1 ieri al parco dei Principi.Dani Alves, ieri sera, è stato sfortunato protagonista nel primo gol del Real Madrid siglato da Cristiano Ronaldo. Il brasiliano ha perso un pallone sanguinoso ed è stato anche umiliato con un tunnel da Asensio. I tifosi della Juventus sui social network si sono scatenati contro l&amp;#39;ex Barcellona e Siviglia:A poche ore dalla sconfitta di Cardiff, dove hai visto i tuoi compagni con le lacrime agli occhi, hai postato su Instagram le scarpe della finale che hai vinto a Berlino proprio contro la #Juve. Io non dimentico. Ciao mercenario, goditi la tua Champions.#DaniAlves #PsgRealMadrid pic.twitter.com/maRTo6Rtlx&amp;mdash; CHJ (@CHJ1897) 6 marzo 2018#DaniAlves era andato al PSG per vincere la Champions: un po&amp;#39; come andare alla Juventus per il bel gioco #PsgRealMadrid #PSGREAL #PSGRM #UCL&amp;mdash; Maurizio Sorry (@_LeScuseDiSarri) 6 marzo 2018Ho lasciato la Juve per il sogno Champions #DaniAlves&amp;mdash; Gian Luca (@Gianluca967vt) 7 marzo 2018 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520417625-dani-alves.jpg" /> Papa Francesco ha deciso di proclamare due nuovi santi: Paolo VI e l&amp;#39;arcivescovo Romero. Il pontefice ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i decreti che riconoscono i miracoli attribuiti al beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini) e al beato Oscar Arnolfo Romero Galdamez, arcivescovo di San Salvador, ucciso mentre celebrava la messa. Lo si legge in una nota del Vaticano, che spiega che ieri Bergoglio, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione, ha autorizzato il dicastero a promulgare i decretiGiovanni Battista Montini nacque a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897. Ordinato sacerdote nel 1920, collaborò con Pio XI e Pio XII. Nel 1954 fu nominato arcivescovo di Milano. Eletto Papa il 21 giugno 1963, Montini assunse il nome di Paolo VI. Governò la chiesa cattolica fino alla sua morte, avvenuta a Castel Gandolfo il 6 agosto 1978.Oscar Romero nacque a Ciudad Barrios (El Salvador) il 15 agosto 1917 e fu ucciso a San Salvador (El Salvador) il 24 marzo 1980.Oltre a Papa Montini e a monsignor Romero, saranno santi anche il beato Francesco Spinelli, fondatore dell&amp;rsquo;Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento, il beato Vincenzo Romano e la Beata suor Maria Caterina Kasper, fondatrice dell&amp;rsquo;Istituto delle Povere Ancelle di Gesù Cristo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520418953-paolovi-romero.jpg" /> Lunedì sera è andata in onda la settima puntata dell&amp;#39;Isola dei Famosi e tra nomination, colpi di scena ed eliminazioni molta carne è stata messa sul fuoco.Ma come avranno notato molti telespettatori, questa puntata dell&amp;#39;Isola è stata ricca di gaffe. Dopo quella di Alessia Marcuzzi che ha rivelato (in parte) ai naufraghi l&amp;#39;esistenza dell&amp;#39;Isola che non c&amp;#39;è, anche Stefano De Martino è stato il protagonista di una piccola caduta di stile.L&amp;#39;inviato dell&amp;#39;Isola, infatti, quando stava preparando Francesca Cipriani per la prova che avrebbe dovuto affrontare per raddoppiare il budget settimanale, ha fatto un commento che non è passato inosservato. Stefano, per cercare di convincere la naufraga a svolgere la prova, ironicamente ha cercato di sfruttare le tecniche di ipnosi di Giucas. L&amp;#39;inviato, quindi, ha iniziato a ripetere i gesti che ha visto fare da Casella durante una prova di ipnosi. E quando la conduttrice le ha domandato cosa stesse facendo, De Martino ha risposto: &amp;quot;Me l&amp;#39;ha insegnato Giucas, sto provando a ipnotizzarla. Con le galline funziona, vediamo se anche con lei riesco...&amp;quot;.Il commento di Stefano De Martino sarebbe dovuto essere una battuta, peccato però che il pubblico non l&amp;#39;ha percepito in questo modo e sui social si è scatenato un putiferio. &amp;quot;Ma Stefano pensa di essere simpatico paragonando la Cipriani a una gallina?&amp;quot;, scrive un utente. E un altro: &amp;quot;Le galline? Che battuta squallida&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520417543-de-martino.jpg" /> Continua il botta e risposta tra Alessandro Cattelan ed Ermal Meta. L&amp;#39;ultimo a dire la sua è il conduttore di E poi c&amp;#39;è Cattelan.Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa è successo. Circa due settimane fa durante una puntata della trasmissione targata Sky, Cattelan e Noemi lanciano qualche frecciatina al cantante albanese, reduce dalla vittoria di Sanremo in coppia con Fabrizio Moro con &amp;quot;Non mi avete fatto niente&amp;quot;. Il conduttore ironizza sulla banalità del testo della canzone vincitrice della kermesse canora, supportato dalla cantante dai capelli rossi che mette in dubbio l&amp;#39;originalità del brano, facendo riferimento al presunto plagio. Meta non ha preso benissimo le affermazioni dei due e su Twitter ribatte: &amp;quot;Sbaglio o non si parla degli assenti?&amp;quot;.Poche ore e arriva la risposta di Cattelan proprio nel suo programma. &amp;quot;Non c&amp;#39;è più la par condicio e in questo Paese si può finalmente scherzare su tutto&amp;hellip; tranne che su Ermal Meta - inizia - Dopo le elezioni, ieri abbiamo abbiamo preso in giro Renzi, i Cinque Stelle, Salvini: nessuno se l&amp;#39;è presa. Non mi capitava una cosa così da quando a Trl prendevo bonariamente in giro i Tokio Hotel e le fan mi volevano crocifiggere, fisicamente. A questo punto mi chiedo se le fan di Meta siano le stesse dei Tokio Hotel che sono cresciute&amp;quot;. Infine il conduttore tende la mano al cantante: &amp;quot;Io e Ermal non ci conosciamo, a pelle mi sta molto simpatico. Ci sta quello che hai scritto, ma spero che tu non te la sia presa. È stata soltanto una battuta, è quello che noi facciamo di lavoro, se poi faccia o meno ridere è un gusto personale, è completamente soggettivo. Non come la canzone di Noemi che è oggettivamente brutta&amp;quot;. Infine Cattelan chiude la discussione dicendo &amp;quot;sono solo battute, ragazzi&amp;quot; e si complimenta per la prima polemica nata grazie a E poi c&amp;#39;è Cattelan. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/06/1520348291-cattelan.jpg" /> &amp;quot;Nel ultimo mese di gennaio il trend di mortalità (del morbillo, ndr) è molto aumentato, con un morto ogni 80 casi. La regione più colpita nel 2018 è la Sicilia&amp;quot; dichiara Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma &amp;quot;Tor Vergata&amp;quot;.I dati allarmantiNel 2017 in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite 14.451, circa il 400% in più rispetto all&amp;#39;anno precedente, quando sono stati registrati solo 4.643 casi. I paesi dove l&amp;#39;epidemia si è manifestata più violentemente sono stati Romania (5560) e Italia (5004). Un numero molto alto quello italiano, pari a un terzo di tutti i casi europei, sopratutto se si considera che secondo i dati del Ministero della Salute nel 2016 erano stati soltanto 862. Il maggior numero di morti in Romania con 19 morti, secondo posto in Italia con 4 decessi sugli oltre 5mila casi, mantenendo un incidenza che spesso si ripete nelle epidemie di morbillo di un morto ogni circa mille casi.A sostegno dei dati dell&amp;#39;Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il parere degli specialisti della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali - SIMIT.L&amp;#39;88% di tutti i casi italiani del 2017 si è registrato in soggetti non vaccinati; un altro 6% in persone che hanno fatto una sola dose. Quindi il 94% dei pazienti sono persone che non si sono adeguatamente vaccinate. Un altro dato interessante è che ben il 44% dei malati hanno avuto un quadro clinico tale da portarli al ricovero, per un totale di circa 2000 ricoveri.&amp;quot;Trend di mortalità è molto aumentato&amp;quot;&amp;quot;Nel primo mese del 2018 ci sono stati 164 casi di morbillo in Italia - rileva il Prof. Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma &amp;quot;Tor Vergata&amp;quot; - Ben due i decessi, un 38enne e un 41enne. Il trend di mortalità è quindi molto aumentato, con un morto ogni 80 casi. Le regioni più colpite nel 2018 sono la Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria dove si sono registrati l&amp;#39;80% dei casi. Il 93% di tutti i casi del nuovo anno è avvenuto in pazienti che non hanno eseguito la vaccinazione; un caso su due è finito in ospedale&amp;quot;. &amp;quot;Probabilmente, dobbiamo aspettarci una progressiva riduzione dei casi nel corso del 2018 - afferma il Prof. Andreoni - ma siamo ancora in piena fase epidemica, quindi si consiglia ancora di vaccinarsi o di completare la vaccinazione con la dose di richiamo. I due casi letali del 2018 devono ricordarci come questa malattia che noi consideriamo una malattia poco fastidiosa potrebbe provocare addirittura il decesso della persona&amp;quot;.&amp;quot;L&amp;#39;unico vero strumento capace di proteggerci è il vaccino - conclude Andreoni - la diffusione dello scorso anno e l&amp;#39;aumento di mortalità ci deve far riflettere sull&amp;#39;importanza che questo assume. Non solo per coloro per i quali è previsto l&amp;#39;obbligo della vaccinazione, ma anche per i giovani adulti, per i quali è un richiamo. La causa principale dell&amp;#39;esplosione del morbillo, infatti, è proprio l&amp;#39;alto numero di persone non protette che permette una più ampia circolazione del virus. Più le persone non si vaccinano, maggiore è il rischio di registrare un aumento dei casi&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/05/04/1493898760-morbillo-wikipeia.jpg" /> Le Messe, anche e soprattutto quelle in onore dei defunti, sono e devono essere gratuite: Papa Francesco lo ricorda con severità, in un nuovo affondo contro la pratica di fare pagare le celebrazioni eucaristiche, specialmente in suffragio delle anime dipartite.&amp;quot;Il sacrificio di Cristo è gratuito- ha spiegato il Santo Padre nel corso dell&amp;#39;udienza generale - Niente e nessuno è dimenticato nella preghiera eucaristica. La Messa non si paga, la Messa è il sacrificio di Cristo che è gratuito, se tu vuoi fare un&amp;rsquo;offerta falla, ma non si paga, questo è importante capirlo&amp;quot;. Già nell&amp;#39;autunno del 2014 Papa Francesco si era ripetutamente espresso contro la pratica di fare pagare per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la messa e aveva detto apertamente che le parrocchie dovevano far sparire il &amp;quot;listino dei prezzi&amp;quot; per le varie celebrazioni: &amp;quot;Queste abitudini costituiscono peccato di scandalo&amp;quot;, aveva detto il Pontefice.Parole dure che ora tornano di attualità. Proprio come quelle di Gesù, sempre attuali, che caccia i mercanti dal tempio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/15/1518704164-lapresse-20180214191400-25699000.jpg" /> Lo Spazio espositivo Palazzo Lombardia, a Milano, ospita giovedì 8 marzo, alle 18, l&amp;#39;inaugurazione della mostra di contemporary art, &amp;ldquo;I giovani del Premio Ricoh&amp;rdquo;. L&amp;#39;esposizione, che si concluderà alla fine del mese, accoglie le opere di 26 artisti, tra i circa 500 segnalati dalle Accademie di Belle Arti di tutta Italia e selezionati da un Comitato presieduto dal critico Giorgio Grasso.Giunto all&amp;#39;8a edizione, il Ricoh, fortemente improntato ai principi della responsabilità sociale, è ormai considerato uno dei più importanti premi per giovani artisti italiani. Quest&amp;#39;anno ha un nuovo prestigioso partner, Regione Lombardia che ha messo appunto a disposizione, per la mostra delle opere finaliste, il suo grande Spazio Espositivo.La Regione ha anche un suo rappresentante nella giuria, presieduta da Grasso. Si tratta di Alessandro Papini, Presidente del Gruppo di Lavoro per la selezione di mostre, opere d&amp;#39;arte ed esposizioni culturali/informative.La giuria sceglierà, tra i 26 finalisti, le cinque opere da premiare, il vincitore assoluto e quello delle quattro categorie in cui il Premio si articola: pittura, disegno, grafica; scultura, installazione; fotografia, video art, digital art; pop art. Quest&amp;#39;ultima sezione, trasversale alle altre, debutta nel Premio, in seguito a un&amp;#39;idea di Mondadori Retail, altro partner del Ricoh, che, nei suoi locali dello store di Piazza Duomo, il 10 aprile ospiterà la serata di premiazione.Come per gli altri anni, le opere vincitrice entreranno a far parte della collezione di Ricoh Italia, diventata ormai una delle più interessanti raccolte aziendali di giovani artisti contemporanei. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520418905-metamorfosi-autoritratto-paguro.jpeg" /> Fabrizio Corona non tornerà in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano - in relazione alla richiesta presentata nei giorni scorsi dal pg Antonio Lamanna di revocare l&amp;#39;istanza di affidamento terapeutico concessa all&amp;#39;ex re dei paparazzi dallo stesso Tribunale di Sorveglianza - deciso per un ammonimento che tecnicamente è una diffida. La decisione del giudiceL&amp;#39;ex re dei paparazzi qualche ora dopo aver abbandonato il carcere aveva violato le prescrizioni imposte dal giudice Simone Luerti perchè aveva pubblicato - tra le altre cose - anche un video rap su Facebook e Instagram in cui scorreva le immagini di lui e della fidanzata Silvia Provvedi. Un comportamento che il Tribunale ha ritenuto censurabile, per la Sorveglianza, ma non da tale da farlo tornare in carcere.Corona era tornato in carcere nell&amp;#39;ottobre del 2016 per la vicenda dei contanti in un controsoffitto, è stato scarcerato il 21 febbraio scorso su decisione del giudice Simone Luerti, che ha accolto la richiesta dei legali Antonella Calcaterra e Luca Sirotti di affidamento terapeutico per il suo stato di tossicodipendenza in una comunità di Limbiate. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/12/19/1513688371-coroja.jpg" /> Com&amp;#39;è noto alle elezioni Politiche del 4 marzo hanno votato anche gli italiani residenti all&amp;#39;estero, scegliendo 12 deputati e sei senatori. I risultati definitivi assegnano quattro parlamentari a due forze lontane dai radar della politica del Belpaese, anche se non è la prima volta che si presentano alle urne. Stiamo parlando di Maie (Movimento associativo italiani all&amp;#39;estero) e Usei (Unione sudamericana emigrati italiani).Maie ha conquistato 104.538 voti alla Camera (9,68%), e 107.879 voti al Senato (10,88%). Questi voti gli hanno fruttato un deputato e un senatore. Stesso risultato, in termini di seggi, per Usei, che però ha portato a casa meno voti: 65.363 alla Camera (6,05%) e 65.069 al Senato (6,56%).Fondato in Argentina nel 2007 da Ricardo Antonio Merlo, Maie è nato dalla scissione dalle Associazioni Italiane in Sud America di Luigi Pallaro. Si è presentato per la prima volta alle elezioni politiche nel 2008, conquistando un seggio alla Camera e uno al Senato. Nel 2013 elesse tre deputati e un senatore. Qui si può leggere il programma del movimento.L&amp;#39;Unione sudamericana emigrati italiani (Usei) fa capo a Eugenio Sangregorio, imprenditore calabrese emigrato a Buenos Aires una volta divenuto maggiorenne. Il debutto elettorale risale al 2006, senza eleggere alcun parlamentare. Nel 2008, invece, alleandosi con l&amp;#39;Unione di centro. Ma anche in quel caso, nonostante le tante preferenze (28mila) prese da Sangregorio nel collegio dell&amp;#39;America meridionale, non scatta il seggio. Lo scranno arriva con le elezioni del 2013: Usei conquista un deputato, con l&amp;#39;italo brasiliana Renata Bueno (figlia di Rubens Bueno, esponente del Partito socialista brasiliano), che con oltre 18mila preferenze batte Sangregorio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/05/1520239212-elezioni-politiche.jpg" /> &amp;quot;Io ho sempre pensato che Salvini fosse il tipico imbonitore politico, quello che promette sapendo di non poter mantenere&amp;quot;. Torna alla carica Elsa Fornero. E, commentando con Fanpage i risultati delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, lo fa scagliandosi contro Matteo Salvini. &amp;quot;La società è un organismo estremamente complicato e chiunque andrà al governo si accorgerà di quanto sia difficile risolvere i problemi&amp;quot;, fa la morale l&amp;#39;ex ministro del Lavoro che, poi, si augura di non vedere il leader leghista alla prova. &amp;quot;Ma - chiosa - gli elettori si sono espressi e così funziona la democrazia&amp;quot;.&amp;quot;Salvini dice &amp;#39;abolisco questo, abolisco quell&amp;#39;altro&amp;#39;, ma il suo è solo semplicismo e anche un ritorno al passato&amp;quot;. Nell&amp;#39;intervista a Fanpage la Fornero attacca a testa basta il leader del Carroccio che tra i punti del suo programma di governo ha l&amp;#39;abolizione della riforma del sistema previdenziale fatta dall&amp;#39;ex ministro quando era al governo con Mario Monti. Una riforma che aveva fatto piangere diverse migliaia di italiani che, prossimi ad andare in pensione, si erano ritrovati a dover allungare di alcuni anni. Ed è proprio la reintroduzione delle pensioni di anzianità che alla Fornero non va già. Ma non solo. Anche la proposta di rimpatriare di centinaia di migliaia di immigrati clandestini sembra non piacerle. &amp;quot;Il suo successo è dato dal fatto che molti italiani, magari perché oggettivamente disperati, questo bisogna anche capirlo, sono disposti a credere a chi grida di più - continua - c&amp;#39;è sicuramente un aspetto che esula dalla politica costruttiva, cioè dallo spiegare come stanno le cose, dal dire che i problemi da affrontare sono tutti difficili e che la soluzione è mettercela tutta per risolverli&amp;quot;.Nell&amp;#39;intervista a Fanpage la Fornero non manca l&amp;#39;occasione per attaccare anche il Movimento 5 Stelle. &amp;quot;Io credo che Di Maio sappia benissimo che tutto quello che ha proposto non lo potrà fare. Durante le trattative avanzerà delle proposte un po&amp;#39; meno devastanti dal punto di vista economico&amp;quot;, spiega l&amp;#39;ex ministro del Lavoro che poi va a prendersela con quegli elettori che ha creduto al programma proposto dai Cinque Stelle. &amp;quot;Quando questi elettori si accorgeranno che gli eletti non potranno mantenere le promesse, quei &amp;#39;vaffà che ora Grillo ha messo in naftalina si ritorceranno contro di loro&amp;quot;. Sulla promessa del reddito di cittadinanza in particolare, la Fornero precisa che si tratta di una misura che fa &amp;quot;torto a molti nostri connazionali del Sud. &amp;quot;La risposta non è dare soldi in cambio di niente, la risposta dovrebbero essere le opportunità&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/01/08/1515422802-newpress-20180108151215-25414204.jpg" /> Un&amp;#39;altra bomba antifascista. Con lo stesso obiettivo: CasaPound. Sembra ormai un ritornello quello che accompagna (e segue) una delle campagne elettorali più dure di sempre nel mondo extraparlamentare. Mentre Pd e sinistra si turavano gli occhi con la fantomatica onda nera che si stava per riversare sull&amp;#39;Italia (poi risultata poco più di uno &amp;quot;zerovirgola&amp;quot;), di fronte a loro gli antifascisti di lotta si dimostravano i veri violenti. Indisturbati.A Trento stanotte alcuni ignoti (ma neppure troppo) hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale all&amp;#39;entrata de &amp;quot;il Baluardo&amp;quot;, sede locale del movimento della tartaruga. I vetri sono stati divelti, i danni ingenti. Sul muro è apparsa la firma inequivocabile: &amp;quot;Unico voto utile, antifascismo sempre&amp;rdquo; (guarda il video). Non è la prima volta che succede. Il caso più famoso è quello di Firenze di un anno fa: l&amp;#39;artificiere Mario Vece perse una mano nel tentativo di disinnescare l&amp;#39;ordigno piazzato dalla rete anarchica-antagonista di fronte alla libreria di destra &amp;quot;Il Bargello&amp;quot;. Lo stesso accadde nel 2016, quando a farne le spese fu una ragazza pestata dai democratici in giubba rossa. Per non parlare del parà della Folgore, simpatizzante di Cpi, aggredito una settimana fa a colpi di bastone a Livorno con la moglie incinta. O il candidato al Senato picchiato a Taranto mentre camminava tranquillamente in strada con un amico. video 1502260Gli autori, sempre incappucciati, non sono ancora stati identificati. E forse non accadrà neppure per la bomba trentina. E pensare che l&amp;#39;opinione pubblica per un&amp;#39;intera estate e per tutta la campagna elettorale è stata bombardata dallo sdegno unanime dei salotti radical per inesistenti rigurgiti fascisti: dalle spiagge con qualche frase di mussoliniana memoria al &amp;quot;pericolo&amp;quot; dei gadget del Duce, passando per la marea nera del nazionalismo imperante. Nessuno però che s&amp;#39;indignasse per gli scontri di Torino, per le bombe carta cariche di chiodi, per gli assalti firmati &amp;quot;antifa&amp;quot;.&amp;quot;L&amp;#39;ennesimo gesto di chi non sa più proporre ed è incapace di confrontarsi - afferma il responsabile locale di CasaPound, Filippo Castaldini - Al termine di una campagna elettorale che ha visto un antifascismo isterico manifestare con contenuti minimi ma sempre maggior violenza, oggi l&amp;#39;epilogo compiuto dai figliocci di quei politici che in queste settimane hanno sproloquiato di antifascismo, chiedendo la chiusura di un movimento legalmente riconosciuto come il nostro e che, come al solito, sempre protetti e legittimati, hanno agito con il favore della notte&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520415823-apertura-delo2.jpg" /> Dovrà sperare in un bel regalo Bruno Pizzul, per consolarsi dal fatto di essere arrivato nel modo peggiore alla vigilia degli ottant&amp;#39;anni. Il popolare telecronista sportivo, che compie gli anni l&amp;#39;8 marzo, ha dovuto infatti fare i conti con un furto nella sua abitazione nel Friuli, di cui si è reso conto quando è rientrato insieme alla moglie.Pizzul, che vive a Cormons, in provincia di Gorizia, ha trovato la casa svaligiata martedì sera, quando ha aperto la porta dopo essere uscito nel pomeriggio insieme alla moglie Maria. Al ritorno - scrive il quotidiano locale Il Gazzettino - ha trovato la porta aperta e le stanze ribaltate dai ladri, a caccia di soldi e oggetti preziosi.Da casa Pizzul mancavano i gioielli della signora, che si trovavano in camera da letto. Secondo quanto non si sa al momento l&amp;#39;allarme non sarebbe scattato. Sui fatti stanno ora indagando i carabinieri della caserma locale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/03/30/1427731677-pizzul.jpg" /> In una palazzina di via Trento, nel cuore di Pignataro Maggiore, in località Cupella, un uomo di 56 anni si infila la siringa in un braccio e spinge lo stantuffo fino in fondo.Basta pochi attimi e la sostanza fa effetto. Il corpo non reagisce come dovuto e va in overdose. Pochi secondi, l&amp;#39;uomo chiede aiuto e si accascia a terra. A udire quel grido soffocato, la madre 92enne. Il dolore e la sorpresa la uccidono: infarto.Il ritrovamentoUna storia triste, fatta di solitudine e follia. I corpi di Saverio Ronzo e l&amp;rsquo;anziana mamma Marta Vito vengono ritrovati dal carabinieri della compagnia di Capua, diretti dal capitano Francesco Mandia. A dare l&amp;#39;allarme i vicini di casa preoccupati da quel fetore che proveniva dall&amp;#39;appartamento di madre e figlio. I vigili del fuoco hanno sfondato la porta martedì attorno alle ore 20. La prima ipotesi avanzata dagli inquirenti è quella delle fuga di gas. Via esclusa poco dopo: in casa è stata trovato la dose di eroina fatale al 56enne. La madre - secondo quanto riporta Il Messaggero - avrebbe sentito le richieste d&amp;#39;aiuto del figlio e avrebbe tentato di rianimarlo. Poco dopo è morta straziata dal dolore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/10/12/1476280283-1022334-50508-c2-droga-siringa.jpg" /> Zingaretti dovrà scencere a compromessi con un partito dell&amp;#39;oppisizone. Il candidato del centrosinistra alla regione Lazio, infatti, ha vinto ma non ha la maggioranza. L&amp;#39;effetto che si è delineato è quello dello della cosiddetta anatra zoppa: 24 consiglieri più il presidente contro 26 all&amp;#39;opposizione (divisi tra centrodestra e M5s).Al momento non tutti i seggi hanno completato lo scrutinio - mancano circa un migliaio di voti secondo fonti della regione - e lo scenario politico potrebbe ancora cambiare. Per un complicato calcoto proporzionale, ballano pochi voti tra due liste dell&amp;#39;opposizione: se la lista del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, aumenterà il distacco dall&amp;#39;ultima del centro destra (&amp;#39;Energie per l&amp;#39;Italià), accadrà che il sindaco di Amarice avrà diritto a due seggi mentre Stefano Parisi, prenderà il suo seggio da Noi con l&amp;#39;Italia. Al momento, però, si può comunque tracciare una prima composizione di come dovrebbe essere il nuovo Consiglio regionale del presidente riconfermato: Pd 18 consiglieri, Lista Zingaretti 3, LeU 1, +Europa 1 e Centro Sociale 1; M5s 10; FI 6, Lega 4, FdI 3 Noi con l&amp;#39;Italia 1 e Energie per l&amp;#39;Italia 1; Pirozzi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/28/1467134441-nicola-zingaretti.jpg" /> Renzi? No comment, nessuna reazione ufficiale, sismografo piatto. Eppure a Sergio Mattarella le parole del segretario dem non devono essere andate per il verso giusto. Non tanto perché ha addossato al Quirinale, colpevole di non aver fatto votare l&amp;#39;Italia nel 2017, la responsabilità della sua sconfitta: quella della &amp;laquo;finestra europea&amp;raquo; non sfruttata ormai è una storia passata. Piuttosto, il capo dello Stato è preoccupato per le conseguenze future. Renzi infatti ha già schierato il Pd all&amp;#39;opposizione togliendo così, se riuscirà davvero a tenere la linea, una delle carte forti dal gioco delle alleanze e complicando parecchio il lavoro presidenziale di mediazione. Poi c&amp;#39;è un risvolto più immediato: l&amp;#39;implosione del Nazareno e la polemica strisciante con Gentiloni possono mettere a rischio pure la tenuta del governo e i conti pubblici.Il Colle nega comunque di aver favorito la nascita di un &amp;laquo;partito del presidente&amp;raquo; all&amp;#39;interno del Pd per preparare un soccorso rosso ai grillini. Si tratta, spiegano, di dinamiche interne che il presidente si limita a osservare da lontano e un suo intervento in questa fase sarebbe controproducente. Visto poi che nessuno ha i numeri per governare da solo, le forze politiche devono usare le tre-quattro settimane che mancano alle consultazioni per &amp;laquo;chiarirsi&amp;raquo; al loro interno, cercare intese e presentarsi con delle proposte in grado di produrre delle vere e solide maggioranze. Mattarella, che ha una visione politica del tutto diversa da quella di Giorgio Napolitano, non permetterà tentativi spericolati che possano morire in aula prima di nascere. Il discorso è semplice: avete i numeri? Bene. Non li avete? Allora mi dispiace, niente da fare.E anche gli appelli alla sua &amp;laquo;saggezza&amp;raquo; che arrivano in questi giorni vengono accolti con una certa indifferenza. Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due candidati premier vincitori, ritengono entrambi di aver diritto all&amp;#39;incarico in base ai risultati raggiunti domenica, il centrodestra come prima coalizione e i Cinque Stelle come primo partito. Ebbene, viste dalla prospettiva del Quirinale, si tratta di richieste al momento irricevibili, quantomeno premature.Tempi lunghi. Mattarella adesso osserva però non rimarrà uno spettatore inerte. Quando sarà il momento, se ci saranno le condizioni, magari dopo un mandato esplorativo, avrà l&amp;#39;incarico chi dimostrerà di avere più possibilità di portare a casa il risultato.Il presidente non ha &amp;laquo;preclusioni&amp;raquo; e nemmeno &amp;laquo;pregiudizi&amp;raquo;, quindi asseconderà, come è il suo compito, la realizzazione della volontà popolare. Il problema è che questa volontà si presenta frammentata e apparentemente incomponibile. E dato che per mettere in piedi una maggioranza, come in tutti negoziati, servirà lo sforzo di tutti e il sacrificio di qualcuno, dal punto di vista logico è possibile che i due candidati siano costretti a cedere il passo a delle più figure più neutre, scolorite. Se si cercano voti del Pd, è difficile trovarli con Salvini o Di Maio premier. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/01/02/1514878746-lapresse-20171231205252-25385400.jpg" /> &amp;quot;Sono convinto che l&amp;#39;Italia abbia bisogno di un governo al più presto e questo governo non può che essere espressione della coalizione che ha prevalso nelle elezioni&amp;quot;. Nell&amp;#39;intervista al Corriere della Sera Silvio Berlusconi lo mette in chiaro subito. &amp;quot;Questa coalizione siamo noi, non i Cinque Stelle, nonostante abbiano ottenuto un risultato certamente positivo&amp;quot;. Per farlo, però, si dovranno trovare in Parlamento i numeri per governare. &amp;quot;Mi auguro che ci saranno parlamentari e forze politiche responsabili e disponibili a questo&amp;quot;.Nell&amp;#39;intervista al Corriere della Sera il Cavaliere svela di non essere totalmente deluso dal risultato di Forza Italia. &amp;quot;Milioni di italiani mi hanno confermato ancora una volta la loro fiducia - spiega - questo nonostante Forza Italia abbia corso privata del suo leader, costretto da anni, per effetto di una sentenza ingiusta, a non partecipare alle competizioni elettorali&amp;quot;. Al tempo stesso Berlusconi si dice &amp;quot;felice&amp;quot; per il &amp;quot;forte successo&amp;quot; ottenuto dalla Lega. E spiega: &amp;quot;Perché questo, insieme al risultato di Forza Italia, è stato determinante per portare la coalizione ad essere la prima formazione in Parlamento e nel Paese. Ora, nel rispetto pieno dei nostri accordi - continua il Cavaliere - sosterremo lealmente il tentativo di Salvini di creare un governo&amp;quot;. Berlusconi è convinto di riuscirci: &amp;quot;Io, da parte mia, come leader di Forza Italia sono in campo per sostenerlo, per garantire la compattezza della coalizione e per mantenere i nostri impegni con gli elettori&amp;quot;.Nell&amp;#39;intervista al Corriere della Sera Berlusconi ha anche parlato dell&amp;#39;eventualità di un governo pentastellato. &amp;quot;Qualunque cosa è preferibile ad uno stallo prolungato o a soluzioni pasticciate - argomenta - però credo ci siano i margini per una soluzione coerente con il mandato che gli italiani hanno affidato al centrodestra. Il capo dello Stato ha davanti un compito difficile ma sono certo che saprà eseguirlo con l&amp;#39;equilibrio, la saggezza e il rigore costituzionale che gli riconosciamo&amp;quot;. Per il leader di Forza Italia l&amp;#39;ipotesi di un governo grillino con appoggio esterno del Pd dovrebbe spaventare in primis i dem. Perché rappresenterebbe la loro fine politica definitiva. &amp;quot;Ma soprattutto - conclude - spaventa gli italiani, una larga maggioranza dei quali non accetterebbe di ripetere le disastrose esperienze di Roma e Torino&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/21/1519198565-berlusconi.jpg" /> Dura lite a Cartabianca su Rai3 tra Andrea Scanzi e Vittorio Sgarbi. Ospiti su Rai 3 di Bianca Berlinguer, il neoeletto di Forza Italia e il giornalista del Fatto Quotidiano non se la mandano a dire. E inscenano un battibecco dai toni accesi per qualche minuto mentre la conduttrice cercava di riportarli alla calma.Il battibeccoSgarbi sta parlando di Lega e immigrazione. &amp;quot;Essere vicini a chi è fuori d&amp;#39;Italia e viene da noi è un atto cristiano molto nobile, ma io tra mio figlio e quello di un altro do a mio figlio la precedenza. Il padre si Scanzi, piuttosto che un ragazzo del Camerun probabilmente aiuterà suo figlio, mi sembra abbastanza logico&amp;quot;. Poi parla del Movimento Cinque Stelle: &amp;quot;Sono senza padri, non hanno niente, non hanno idee. I cinque Stelle risulta che abbiano idee? Risulta che abbiano proposto qualcosa?&amp;quot;L&amp;#39;intervento di ScanziQui interviene il giornalista del Fatto. &amp;quot;Chiedere pareri politici a Sgarbi è curioso perché è uno che ha cambiato più partiti e idee che mutande. Ricordo che è stato eletto col proporzionale grazie ad un paracadute, uno che per due mesi ha insultato Di Maio, 11 milioni di elettori che hanno votato Movimento Cinque Stelle, convinto di andare ad Acerra e conquistare il mondo e non l&amp;#39;ha votato neanche il gatto&amp;quot;. Quando Sgarbi prova a replicare, Scanzi insiste: &amp;quot;Non ti vota neppure il gatto, conti meno di Alfano&amp;quot;.La risposta di SgarbiQui scatta la lite furibonda. Sbargi reagisce: &amp;quot;Sei un morto di sonno che non si candida e fa politica&amp;quot;. E ancora: &amp;quot;Fai cagare&amp;quot;. Scanzi allora, anche lui in collegamento da casa, risponde: &amp;quot;Sei una prostituta di basso livello politico&amp;quot;. &amp;quot;E tu sei una puttana rotta in culo. Un finocchietto rotto in culo&amp;quot;. I toni dello scontro si alzano, con Scanzi intento a ribadire il suo &amp;quot;tecinicamente una prostituta politica&amp;quot; e il critico d&amp;#39;arte a rispondere con &amp;quot;e tu sei una puttana reale&amp;quot;. Chiude lo scontro il giornalista del Fatto: &amp;quot;Sgarbi, fatti curare&amp;quot;. (Guarda qui il video) <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520413798-schermata-2018-03-07-10.07.54.jpg" /> Potrebbe non durare molto la liaison tra il Partito Democratico e il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Se ieri il membro del governo aveva annunciato di volersi iscrivere alla formazione di centrosinistra, convinto che &amp;quot;non bisogna fare un altro partito, ma lavorare per risollevare quello che c&amp;#39;è&amp;quot;, oggi tira già aria di rettifiche.È tornato a esprimersi sui suoi canali social Carlo Calenda e da twitter ha messo bene in chiaro che la sua adesione al partito è condizionata. &amp;quot;Se il Pd si allea con il M5S il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici&amp;quot;, dice il ministro, che vuole una &amp;quot;Presa di coscienza sul futuro del Pd, non una resa dei conti su passato&amp;quot;.&amp;quot;Ho sempre parlato chiaro con Renzi ma mi rifiuto di partecipare ora alla rimozione collettiva di un percorso che ha avuto anche tantissimi elementi positivi. Se cercano anti-Renzi non sono io&amp;quot;, dice Calenda, rispondendo a quelle voci che volevano il suo ingresso nel partito come un non troppo velato modo per mettersi in contrapposizione proprio con l&amp;#39;ex premier. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/17/1518862527-calenda.jpg" /> Ci sono voluti 75 lunghi anni e tanti soldi per ritrovare un gigante perso nel fondo degli abissi. Le foto, in fondo al mare, emergono come cartoline sbiadite di un mondo in guerra, di nemici abbattuti e di battaglie ancora da fare, di icone a cui ispirarsi.Domenica, il relitto della Lexington, la portaerei statunitense affondata durante la seconda guerra mondiale, è stato rinvenuto nel mar dei Coralli da un team guidato dal co-fondatore di Microsoft Paul Allen. Un team che ha scoperto già diversi relitti di navi da guerra storiche tra cui la USS Indianapolis, un incrociatore americano affondato nel Mare delle Filippine nel luglio 1945 dopo essere stato silurato da un sottomarino giapponese. Il relitto è stato individuato dalla nave di ricerca, R/V Petrel, a circa 3mila metri al di sotto della superficie del mare, a circa 800 km dalla costa orientale dell&amp;#39;Australia. Il team ha diffuso foto e video del relitto e di alcuni aerei che erano ospitati a bordo di questo gigante del mare. Su uno degli aerei sul fondo del mare si vede l&amp;#39;emblema con il personaggio dei cartoon &amp;laquo;Felix the Cat&amp;raquo; con alcune miniature di bandierine giapponesi a indicare, i nemici abbattuti.La USS Lexington combatté con l&amp;#39;altra portaerei Usa Yorktown contro tre portaerei giapponesi dal 4 all&amp;#39;8 maggio 1942 nella battaglia del mar dei Coralli, la prima in assoluto tra portaerei. La &amp;laquo;Lady Lex&amp;raquo;, come era soprannominata, fu affondata deliberatamente da un&amp;#39;altra nave Usa alla fine della battaglia, nella quale era stata danneggiata in maniera irrecuperabile. La maggior parte dell&amp;#39;equipaggio venne tratto in salvo prima che affondasse Lexington, ma non tutti riuscirono a tornare a casa. Nei combattimenti morirono 200 membri dell&amp;#39;equipaggio, gli altri furono salvati. Un ritrovamento che tocca da vicino anche l&amp;#39;ammiraglio Harry, a capo del Comando del Pacifico Usa. Appena saputo del ritrovamento, ha reso omaggio alla ricerca, non solo come alto ufficiale ma anche come figlio di un membro dell&amp;#39;equipaggio della Lexington salvato alla fine della battaglia. &amp;laquo;Come figlio di un sopravvissuto della USS Lexington, porgo le mie congratulazioni a Paul Allen e all&amp;#39;equipaggio della spedizione Petrel per aver localizzato la nave&amp;raquo;.Ricordi e nostalgie che vengono a galla, riemergono dal passato come una ferita mai rimarginata, le perdite e i lutti, la salvezza per altri e il ricordi dei sopravvissuti. &amp;laquo;Onoriamo il valore e il sacrificio dei marinai di Lady Lex e di tutti gli americani che hanno combattuto nella seconda guerra mondiale, continuando a garantire le libertà che hanno conquistato per tutti noi&amp;raquo;.La gloria e il rispetto per aver combattuto. La Lexington aveva a bordo 35 aerei quando colò a picco. Il team di ricerca ha detto di aver individuato sul fondo del mare 11 di questi velivoli. Sul fondale marino, con le insegne a stella con le cinque punte delle forze aeree dell&amp;#39;esercito americano, si vedono distintamente gli aeroplani e le fusoliere. Un passato che riemerge. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520411542-portaerei.jpg" /> Alla fine ha prevalso la linea del presidente, con il sospetto che la sua storia personale con la première dame Brigitte possa avere inciso sulla scelta finale: Emmanuel Macron era un liceale di 15 anni e la sua prof, sposata, ne aveva 24 di più, quando lui si innamorò di lei. Ora il governo francese ha fissato proprio a 15 anni l&amp;#39;età del consenso, sotto la quale un atto sessuale sarà considerato &amp;laquo;aggressione sessuale&amp;raquo; o &amp;laquo;stupro&amp;raquo;. La ministra per le Pari Opportunità Marlène Schiappa si allinea al capo dello Stato e sceglie la parte alta della forbice, con il beneplacito di sette esperti fra giuristi, medici e professionisti dell&amp;#39;infanzia incaricati dal governo di esprimere un parere. Ma lo fa nonostante il disaccordo del procuratore della Repubblica di Parigi e dell&amp;#39;Alto Consiglio per la parità uomo-donna, che avevano consigliato di fissare il limite a 13 anni.Il progetto di legge approderà oggi in Consiglio dei ministri, per poi essere sottoposto al voto dell&amp;#39;Assemblea nazionale a fine mese ed essere prevedibilmente approvato prima dell&amp;#39;estate. Il presidente Macron, che a novembre ha lanciato una &amp;laquo;battaglia culturale a favore dell&amp;#39;eguaglianza&amp;raquo; e contro &amp;laquo;il sessismo, le molestie e le violenze&amp;raquo;, intende così colmare una lacuna dell&amp;#39;attuale codice penale, in base al quale per sostenere l&amp;#39;accusa di stupro su uno/una minore di 15 anni oggi è necessario dimostrare che sia stata esercitata &amp;laquo;costrizione, violenza o minaccia&amp;raquo;.&amp;laquo;Credo che si tratti davvero di una questione di civiltà - dice la ministra Schiappa - Quel che caratterizza una civiltà sono anche i divieti. Deve esistere il divieto di incesto e anche il divieto di rapporti sessuali di un adulto con un bambino. La legge deve affermare che c&amp;#39;è stupro ogni volta che c&amp;#39;è pedocriminalità&amp;raquo;.Eppure, nella patria della libertà sessuale, a pronunciarsi contro la decisione di fissare una soglia minima per i rapporti sessuali consenzienti era stato appena un mese fa il gruppo di lavoro del Senato, creato nell&amp;#39;ottobre scorso per discutere dei reati sessuali e composto da rappresentanti di tutti i gruppi politici. Stabilire un&amp;#39;età minima, secondo i senatori, avrebbe un &amp;laquo;carattere brutale e arbitrario&amp;raquo; perché introdurrebbe &amp;laquo;un automatismo nella legge penale che non permetterebbe di prendere in considerazione la varietà delle situazioni&amp;raquo;. Il gruppo di senatori portava a esempio un diciottenne coinvolto in una relazione sessuale con una quattordicenne e che sarebbe accusato di stupro anche nel caso tra i due ci fosse consenso. Un caso diverso da quello che di recente ha fatto dibattere la Francia, dove un uomo di 28 anni non era stato finora processato per stupro su una ragazzina di 11 anni per varie ragioni: lei sembrava molto più grande della sua età, lui non ha mai esercitato violenza fisica nei suoi confronti, niente botte, nessuna imposizione. Un tema scottante nell&amp;#39;epoca del #metoo (il movimento anti-molestie esploso dopo il caso Weinstein) e che spinge inevitabilmente a qualche domanda: può una 11enne avere un rapporto sessuale che si consideri completamente consenziente? O rischia in ogni caso di essere &amp;laquo;raggirata&amp;raquo;, condizionata da un adulto? La legge francese ora risponderà a questa domanda, con un numero: 15, l&amp;#39;età minima per il consenso. Intanto anche la procura di Pontoise, dove si dibatte il caso del 28enne a processo, ha riformulato il reato, da semplice aggressione a violenza sessuale. Un passo avanti dopo l&amp;#39;assoluzione di un altro trentenne, lo scorso novembre, che aveva avuto anche lui un rapporto sessuale con una undicenne. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/12/12/1513099554-macron-lapresse.jpg" /> Dal doppiaggio di Frozen al cinema coi Manetti Bros, passando per la prima serata di Raiuno. Per Serena Rossi è un momento d&amp;#39;oro. Dopo aver duettato a Sanremo con Renzo Rubino, ora è al timone di Cinepop, programma quotidiano di infotainment, che racconta il mondo del cinema, in onda su Sky Cinema Uno HD. E dal 30 marzo (ogni venerdì alle 21.10 e dal 2 aprile, dal lunedì al venerdì, in daytime alle 20.40) condurrà su Real Time Da qui a un anno, adattamento italiano del format internazionale This Time Next Year. Il programma riassume 365 giorni e in 5 secondi si vede il cambiamento della persona nell&amp;#39;arco di un solo anno. C&amp;#39;è chi vuole dimagrire, chi tornare a camminare, chi diventare genitore. &amp;laquo;Mi è stato chiesto di tenere uno stile britannico. Che fatica, per una napoletana come me...&amp;raquo;.E come ha fatto?&amp;laquo;Volevo che i protagonisti raccontassero la loro storia in prima persona. Quindi nella prima parte dello show sono stata con un passo indietro, cercando di pormi in modo più impersonale, magari esprimendomi con uno sguardo, senza esagerare. Per evitare di sguazzare nella tv del dolore o sulla lacrima facile&amp;raquo;.L&amp;#39;effetto sorpresa che vedremo su di lei è vero?&amp;laquo;Ho intervistato queste persone un anno fa. Poi per dodici mesi non ho saputo più niente di loro. Gli autori mi hanno tenuto all&amp;#39;oscuro di tutto, perché volevano una reazione autentica da parte mia&amp;raquo;.Quale storia l&amp;#39;ha toccata di più?&amp;laquo;Quelle legate alla maternità, per ovvi motivi, visto che sono madre anch&amp;#39;io (di Diego, due anni, avuto dal compagno Davide Devenuto, attore di un Posto al Sole). E poi tutte le storie che raccontano la fatica nel raggiungere un obiettivo&amp;raquo;.Anche lei ne ha fatta, di fatica. E dei suoi risultati, cosa pensa?&amp;laquo;Mi limito a scegliere ciò che mi emoziona, che sia cantare, condurre, recitare e penso che il pubblico apprezzi l&amp;#39;autenticità di chi si esprime senza troppi filtri e con entusiasmo. Quando vado su un set e sento tecnici o colleghi che si lamentano del mestiere o di altri colleghi, mi chiedo perché certa gente fa così?. Facciamo il lavoro che sognavamo, perché mai dovremmo anche comportarci da antipatici?&amp;raquo;Ha anche condotto temporaneamente &amp;quot;Detto Fatto&amp;quot; per circa un mese.&amp;laquo;All&amp;#39;inizio ero un po&amp;#39; tesa, saltare su un treno in corsa non è sempre facile. Poi è un programma di Caterina Balivo, pensavo &amp;quot;la gente non accetterà questo cambiamento temporaneo&amp;quot;. Invece ho letto critiche positive. Ma non credo lo rifarei. È stato bello, ma era giusto solo per quel momento della mia vita&amp;raquo;.La davano in forse anche per condurre l&amp;#39;ultimo Sanremo, che ne pensa?&amp;laquo;Non ho mai saputo niente, era più un desiderio del pubblico o di qualche giornalista. Più si parla di un nome e meno è possibile, perché certe scelte giocano anche sull&amp;#39;effetto sorpresa. Ma non nego che condurre il Festival sia il mio sogno. Ne fanno uno tutti gli anni, chissà...&amp;raquo;A proposito di prima serata. Che ne pensa della sua esperienza a Celebration? Come ascolti non è andata benissimo.&amp;laquo;Sapevamo dall&amp;#39;inizio che sarebbe stato impossibile battere, dal punto di vista numerico, una corazzata come Tu si que vales. Ma era un programma di spessore, seguito da molti addetti ai lavori. Ho ricevuto critiche positive da artisti come Giuliano Sangiorgi, dallo stesso Renzo Rubino, che poi, avendomi ascoltata lì, mi ha scelto per duettare con lui a Sanremo. Sugli ascolti c&amp;#39;è stata una piccola delusione iniziale, ma lo rifarei domani. Ho potuto cantare in tv, con un&amp;#39;orchestra dal vivo. È sempre più raro poterlo fare&amp;raquo;.Lei ha recitato anche in film dei Manetti Bross. Pensa mai ai suoi esordi in Un posto al sole?&amp;laquo;Li ricordo sempre volentieri. Quando mi hanno scelta, da giovane attrice napoletana, era per coprire otto giorni di lavoro e sono diventati sei anni. Ogni tanto mi manca, è stato doloroso, ma sapevo che da un punto di vista professionale era giusto per me provare a fare altro&amp;raquo;.Curiosità. La maternità come l&amp;#39;ha cambiata?&amp;laquo;Da quando c&amp;#39;è Diego mi arrabbio di meno, inconsciamente sento il bisogno di mantenere un equilibrio. Seleziono ciò che mi scatena reazioni. E do il giusto peso a tutto&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520409647-serena-rossi.jpg" /> &amp;quot;Una notte di sei anni fa mia moglie non tornava a casa. Ho sceso le scale e da una porta ho sentito i rumori di un rapporto sessuale. Ho guardato dal buco della serratura e ho visto mia moglie a letto con il prete&amp;quot;.Inizia così il racconto di Luca, l&amp;#39;uomo che si è visto scippare la moglie dal parroco. &amp;quot;Ti crolla tutto addosso. Ti cadono dei valori, tutto quello che il sacerdote ti ha detto fino a quel giorno...&amp;quot;, racconta a Le Iene che sono andate a intervistarlo a casa. La vicenda dopo essere finita sui giornali è entrata anche nelle aule dei Tribunali. E non solo per la causa di separazione, ma anche per quella intentata contro due Vescovi, accusati di non aver preso provvedimenti contro il don.Perché oltre al tradimento della moglie, l&amp;#39;uomo deve fare i conti anche con quelli della Chiesa. &amp;quot;Per me era la cosa più importante. Prima viene Dio, poi tutto il resto&amp;quot;. La donna, peraltro, l&amp;#39;aveva conosciuta in parrocchia e dopo cinque anni di fidanzamento era arrivato il matrimonio. Dall&amp;#39;unione sono nate due figlie, coronamento di un rapporto che sembrava tanto saldo da diventare esempio per altre coppie in crisi della parrocchia a Rovigo.La crepa nel rapporto inizia ad aprirsi quando la coppia conosce don Franco, prete da poco rientrato dalle missioni in Sudamerica. Era quasi diventato parte della famiglia. &amp;quot;Qualche volta tornavo ad orari strani e vedevo il parroco sul divano di casa. Mi chiedevo per quale motivo, ma non riuscivo a darmi una risposta&amp;quot;, spiega l&amp;#39;uomo. Non solo. Le cose cominciano a cambiare anche sessualmente. &amp;quot;Mia moglie - racconta Luca - ha cominciato a farmi cose che non aveva mai fatto perché per lei tabù. Io le ho chiesto per quale motivo avesse iniziato, e lei mi diceva che le era stato insegnato dal prete&amp;quot;.Il tradimento viene scoperto solo qualche tempo dopo. &amp;quot;Un giorno, dopo aver celebrato la Santa Messa qui a casa nostra, io ho portato a letto le ragazze e nel frattempo mia moglie era giù in taverna con il sacerdote. E li ho trovati...&amp;quot;. Il racconto continua: &amp;quot;Lei è uscita tutta succinta e ha buttato un fazzoletto di carta. Io le ho chiesto: cosa avete fatto? C&amp;#39;è stato un attimo di panico e il sacerdote è scappato di casa&amp;quot;. La moglie non avrebbe cercato di scusarsi: &amp;quot;Mi diceva: è un uomo anche lui, è successo, cosa vuoi che sia&amp;quot;, racconta l&amp;#39;uomo.Dopo aver affrontato il parroco, il marito tradito si rivolge al vescovo. Il quale avrebbe detto che il parroco avrebbe già avuto qualche &amp;quot;esperienza affettiva&amp;quot; pregressa quando era in America latina. E per questo sarebbe stato affidato ad alcuni psicologi. &amp;quot;Sono uscito dall&amp;#39;incontro con il vescovo - spiega l&amp;#39;uomo - fiducioso che avrebbe fatto qualcosa, in realtà non ha fatto nulla&amp;quot;.A ben vedere, secondo quanto raccontano Le Iene, il vescovo avrebbe sollevato per un periodo dall&amp;#39;incarico il sacerdote che sarebbe stato inviato in una struttura specializzata per il recupero psicologico e spirituale. Intanto, però, continua a celebrare la Santa Messa. Un fatto che Luca non riesce a digerire, lui così devoto alla Chiesa. &amp;quot;Lasci l&amp;#39;abito talare&amp;quot;, dice.Le Iene sono andate in incognito a parlare con il parroco. &amp;quot;La loro relazione era in difficoltà - dice il don non sapendo di essere registrato - cioè non è stata solo colpa mia&amp;quot;. E ancora: &amp;quot;Mi sono staccato da lei, perché ho scelto di continuare a fare il prete&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520409548-schermata-2018-03-07-08.52.48.jpg" /> Chi volesse capire come andrà a finire, deve chiedersi cosa ne pensi di alleanze di governo, nuovo premier e agenda istituzionale l&amp;#39;uomo di Cazzago Brabbia, 810 abitanti nel Varesotto ancora ventre molle della Lega. Lì è nato e vive Giancarlo Giorgetti, il &amp;laquo;Gianni Letta&amp;raquo; del Carroccio e la cui vera passione oltre alla politica è la squadra inglese del Southampton alle cui partite si dice abbia trascinato perfino Giulio Tremonti. Un club noto perché per tredici anni consecutivi si è salvato dalla retrocessione all&amp;#39;ultima giornata.Niente blasone, ma tanta passione. Papà pescatore, madre operaia in un&amp;#39;azienda tessile, è fatto così Giorgetti. Trascorsi nella destra e infatti recentemente si è visto all&amp;#39;assemblea del movimento di Francesco Storace e Gianni Alemanno, è uno di quelli che ha convinto Salvini alla scelta &amp;laquo;sovranista&amp;raquo;. Di qui, forse, il non grande amore per il conterraneo Maroni che (così come Matteo) arriva invece dall&amp;#39;estrema sinistra. Nonostante questo Giorgetti oggi &amp;laquo;non è il solo uomo di cui Matteo Salvini si fidi - racconta un colonnello del Carroccio -, ma di certo l&amp;#39;unico a cui si affida&amp;raquo;. È lui uno dei pochissimi ad aver passato indenne (e al comando) tutte le ere delle Lega, evitando purghe ed espulsioni. A cavallo con l&amp;#39;Umberto Bossi delle origini e ancora in sella quando Maroni ha spazzato via il cerchio magico che stritolava il Senatùr, oggi è ancora al timone nella gestione Salvini di cui è il vero ideologo. Così come è apparso chiaro vedendolo lunedì a Porta a porta dove la Lega l&amp;#39;ha spedito per commentare a caldo il boom nelle urne. Ruolo insolito per lui che ombroso e schivo, non è per nulla desideroso di ribalta mediatica. Capace di negarsi al telefono e sparire per giorni, ben altro è il suo lavoro di abilissimo tessitore di relazioni prima ancora che con il mondo politico, con il ben più solido universo dei poteri forti e finanziari. Non è un caso che proprio a lui, che ha grande stima di Mario Draghi e non si è mai sentito lanciarsi in sparate elettorali anti euro, sia stata affidata la delicata missione di andare Londra per convincere la City dell&amp;#39;affidabilità europeista della Lega.Commercialista, alla Camera dal 1996, ha in bacheca una laurea con lode alla Bocconi con tesi sugli &amp;laquo;Stadi di Italia &amp;#39;90&amp;raquo; nella quale sottolinea con matita rossa scandali e sprechi negli appalti. Cugino (cosa che non guasta) del banchiere Massimo Ponzellini, è da sempre l&amp;#39;uomo dei rapporti con finanza, imprenditori e società. Pubbliche e non. Gran tessitore di trame, è l&amp;#39;uomo che potrebbe aprire la strada verso il Quirinale e questo Salvini lo sa bene. A lui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 chiese di far parte del &amp;laquo;Gruppo dei saggi&amp;raquo; per le iniziative di legge in campo economico e sociale. Invidiosi e complottisti nella Lega non la presero bene e lo accusarono di essere stato cooptato dl club Bilderberg. Incarichi, però, che dimostrano come sia stata ormai smacchiata la pecca della partecipazione al cda di quell&amp;#39;infelice esperimento bancario che fu Crediteuronord. Più a suo agio nelle grisaglie che con le felpe, era lui che accompagnava Bossi ad Arcore da Berlusconi per le cene del lunedì. E fu lui da presidente della Commissione Bilancio e Tesoro dal 2001 al 2006 a vedersela con le leggi Finanziarie e soprattutto con il caratteraccio di Tremonti ministro. Così oggi sarà ancora lui a far da pontiere con Forza Italia e con gli altri partiti, magari andando anche a caccia di qualche transfuga. E, in caso di un centrodestra al governo, è chiaro che proprio a lui toccherà una poltrona (e pure pesante) da ministro. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520408761-lapresse-20180305014957-25879325.jpg" /> Intanto si capisce subito che è un outsider. Tedua sta fuori dal coro anche se fa parte della nuova leva del rap, quella che lui chiama del &amp;laquo;rap 2.0&amp;raquo;, perché spariglia le carte e, come gli piace!, smonta i luoghi comuni. Ha 24 anni e oggi esce nei (ormai pochi) negozi di dischi e nei digital store il suo Mowgli il disco della giungla che è il biglietto da visita di questo genovese pronto a diventare una nuova rivelazione destinata a trasformarsi in certezza. Sarà per la sua vita, complicata assai, di ragazzo in affidamento che è stato preso a morsi dalla sorte, ma oggi eccolo qui, ben più consapevole di tanti suoi coetanei, e soprattutto dotato del talento raro di chi sa raccontare storie.Lo fa con quello che in gergo si chiama &amp;laquo;flow&amp;raquo; e che è in sostanza il flusso delle rime, lo stile di incastrarle e ricamarle una dentro l&amp;#39;altra. Ogni rapper ha il proprio e il suo è molto personale, subito riconoscibile, e non a caso i due singoli di questo disco, La legge del più forte e Burnout, hanno rispettivamente più di otto e due milioni di stream su Spotify e sei e quasi due milioni di views su YouTube. Sono numeri che tanti super big del pop si scordano. &amp;laquo;Ho la fortuna - spiega lui che, essendo educatissimo, anche in questo si discosta da tante popstar - di giocare in due campionati, quello rap e quello trap. La trap è in fin dei conti un sottogenere del rap e la differenza consiste nel modo in cui si produce la musica e nel modo di utilizzare i software per produrla&amp;raquo;. Ma non solo.&amp;laquo;Contano anche l&amp;#39;attitudine e la musicalità&amp;raquo;. La sua è quella di un ligure cresciuto a Cogoleto prima con mamma Elena, che appartiene &amp;laquo;al ciclo dei vinti&amp;raquo;, e poi con Paola e Pino cui è stato affidato per tre anni. A scuola, prima di diventare Tedua, il giovanissimo Mario Molinari ha iniziato ad appassionarsi al pugilato, che ha praticato per anni prima di infortunarsi e diventare un rapper a tutti gli effetti. &amp;laquo;Un rapper agonista&amp;raquo;, come ha detto. In fondo, il gioco delle parole è il preferito di qualsiasi rapper. Lui lo inserisce all&amp;#39;interno di un milieu culturale che, diciamola tutta, non è così frequente rintracciare. Non a caso, il suo disco cita espressamente Mowgli, il personaggio di Rudyard Kipling, ma lo colloca dentro un&amp;#39;altra giungla, quella che ha attraversato in passato e nella quale comunque si ritrova a vivere anche oggi che si è trasferito in una casa popolare di Milano.A dargli una mano, e a fare la differenza, c&amp;#39;è anche quel desiderio vorace di cultura intesa non come semplice accatastamento di dati ma come palestra nella quale far crescere la propria intuizione. Lui dice: &amp;laquo;Il mio rapporto con la cultura non è né approssimativo né intenso. Sono curioso e vorrei approfondire ciò che non conosco, anche ascoltando musica o guardando film. Ad esempio ora sto leggendo la biografia di Jim Morrison che mi ha regalato mia mamma&amp;raquo;. Perciò occhio a catalogarlo come &amp;laquo;il solito&amp;raquo; rapper che cerca soltanto di fare soldi e di togliersi qualche soddisfazione senza magari avere neppure un briciolo di dotazione talentuosa. C&amp;#39;è, nel mondo di Tedua, un italianissimo spirito neorealista mescolato all&amp;#39;umiltà di chi, comunque vada, non si sente mai realizzato. E nei testi si capisce, specialmente in brani come Chances (dilla tutta) oppure Il fabbricante di chiavi (entrambi scritti con il suo produttore Chris Nolan) che quello spirito rabbioso ma positivo di chi si sta allenando da una vita. &amp;laquo;Ritengo che, vista la disinformazione che ci circonda, sia necessario informarsi in modo corretto, studiare e non perdere tempo. In più bisogna trovare il tempo per fare quello che ci piace. Io ad esempio in questo momento avrei voglia di fare un corso d&amp;#39;inglese, di recitazione e di ballo&amp;raquo;.Sarà difficile li possa fare entro poco tempo, visto che il &amp;laquo;fenomeno Tedua&amp;raquo; sta esplodendo e l&amp;#39;elenco di &amp;laquo;instore&amp;raquo; in giro per l&amp;#39;Italia durerà almeno fino alla fine del mese. &amp;laquo;Io parlo soprattutto della mia vita, della periferia, di mia mamma e del desiderio di riscatto che pian piano sto provando a ottenere&amp;raquo;, spiega poco prima di entrare alla Feltrinelli di Genova. In pratica, è ancora nel bel mezzo di una &amp;laquo;rivincita&amp;raquo; che lo ha già portato, pensate un po&amp;#39;, a sfilare sulle passerelle di Dolce &amp;amp; Gabbana e a diventare un rapper sul quale oggi conviene scommettere. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/07/1520409052-tedua.jpg" /> A Ginevra, dove domani si apre il Salone dell&amp;#39;auto, si parla anche di politica e dell&amp;#39;arduo compito che vede impegnato il capo dello Stato, Sergio Mattarella: nominare il nuovo premier che, a sua volta, dovrà cercare di mettere insieme un governo. Sergio Marchionne, ad di Fca e presidente della Ferrari, si dice sicuro &amp;laquo;che il Paese ce la farà e troverà il modo per andare avanti; non posso negare, però, che Mattarella ha un grandissimo lavoro da fare. E sostituire il mio giudizio al suo sarebbe una grandissima cavolata&amp;raquo;. Il top manager, che tra poco più di un anno passerà il testimone della guida di Fca, aggiunge anche che sia Luigi Di Maio, sia Matteo Salvini non lo spaventano. &amp;laquo;Nel passato - ricorda - ci sono state situazioni peggiori. La macchina continua a funzionare. L&amp;#39;esecutivo Gentiloni rimane in carica finché non viene nominato il prossimo. Zero preoccupazioni&amp;raquo;.E il suo ex pupillo Matteo Renzi? Viene definitivamente scaricato, ed è la terza volta la prima, il 3 dicembre dello scorso anno, in occasione della presentazione del team Sauber-Alfa Romeo di Formula 1 (&amp;laquo;Renzi ha perso qualcosa da quando non è più presidente del Consiglio&amp;raquo;); quindi, in gennaio, all&amp;#39;Auto Show di Detroit (&amp;laquo;non lo riconosco più&amp;raquo;) e ieri, davanti alla stampa mondiale, ha ribadito lo stesso concetto.Marchionne, che non ha voluto esprimere giudizi sui due vincitori del voto di domenica, Luigi Di Maio, leader del M5S, e Matteo Salvini, condottiero della Lega, sembra attendere conferme dal Quirinale. E chi riceverà da Mattarella l&amp;#39;incarico di formare il nuovo esecutivo, vedrà Fca assumere il solito atteggiamento &amp;laquo;filogovernativo&amp;raquo;. L&amp;#39;ad del Lingotto si sbilancia una sola volta, quando gli viene chiesto se teme una possibile uscita dell&amp;#39;Italia dall&amp;#39;Unione europea. &amp;laquo;È questa la vera cosa - sottolinea - di cui il Paese dovrebbe preoccuparsi. Le conseguenze di una scelta del genere sono tutte da scoprire, sia come impatto sullo spread sia come costi aggiuntivi a causa dell&amp;#39;addio all&amp;#39;Ue&amp;raquo;. E se Marchionne ha parlato a Ginevra, a Milano il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel commentare l&amp;#39;esito delle elezioni, ha più o meno ribadito quanto espresso dall&amp;#39;ad del Lingotto. &amp;laquo;I 5 Stelle - osserva Boccia - sono un partito democratico: smontare provvedimenti come Jobs Act e Industria 4.0 significherebbe rallentare, mentre il Paese ha bisogno di accelerare se si vuole ridurre il divario e aumentare l&amp;#39;occupazione&amp;raquo;. Stessa linea, dunque, tra Marchionne, che anni fa decise di far uscire Fca da Confindustria, e il presidente Boccia. Un punto in comune, come si vede, esiste.Renzi, intanto, da quando l&amp;#39;ex amico Marchionne (&amp;laquo;lo voterei&amp;raquo;, disse in uno dei tanti incontri) lo ha ufficialmente mollato, oltre a non aver ancora commentato la perdita di un importante sostegno, può vivere ora di ricordi. Dei momenti, cioè, di maggiore vicinanza con il top manager di Fca, per esempio quando, visitando uno stabilimento del gruppo, si dichiarò &amp;laquo;gasatissimo&amp;raquo; dei progetti avviati dal Lingotto. Oppure, nella veste di ospite d&amp;#39;onore alla cerimonia della quotazione di Ferrari anche alla Borsa di Milano, quando disse di essere stato lui a convincere il presidente &amp;laquo;a far entrare il Cavallino nel listino di Piazza Affari&amp;raquo;. Ma ad assestare il colpo di grazia a Renzi era stato Lapo Elkann, fratello del presidente di Fca, John, che in televisione aveva descritto l&amp;#39;ex premier come &amp;laquo;uno che si che piace troppo, quindi pericoloso per se stesso e gli altri. Non è un Macron, molto più preparato di lui, ma un Micron&amp;raquo;. Un segnale lampante della fine di un breve idillio anche con la famiglia che controlla il Lingotto. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/19/1466343218-bocciav.jpg" /> Il Nazareno espugnato è un rudere più che mai esposto alle &amp;laquo;code&amp;raquo; dello tsunami, ondate a grappolo o rovesci improvvisi che siano. Si giocheranno perciò sulla tenuta dei nervi, le due settimane che separano dall&amp;#39;insediamento delle Camere. Tattiche e strategie sul futuro del Pd s&amp;#39;incroceranno inevitabilmente con nuovi assetti politici del Paese. E la fretta di smetterla con le &amp;laquo;rivendicazioni&amp;raquo; per cominciare con una &amp;laquo;nuova stagione di governo&amp;raquo; arriva persino da Confindustria: appello che sembra diretto al dimissionario Renzi, e ai colonnelli che si dilaniano in una sterile guerra di cecchinaggio attorno al bunker fumante.Chi vuole appoggiare esternamente un governo con i grillini? La sfida posta da Renzi trova così diversi livelli di opposizione. &amp;laquo;Proprio Renzi parla di caminetti e inciuci? Non è stato altro che il suo modus operandi...&amp;raquo;, attacca Giuseppe Antoci, superfedele del governatore pugliese Michele Emiliano. Il quale non si tira certo indietro: d&amp;#39;altronde era la sua linea politica anche alle primarie. &amp;laquo;Il Paese non può attendere, sarebbe grave come l&amp;#39;Aventino che aprì le porte al fascismo - dice Emiliano al Fatto quotidiano -, si deve sapere subito che il Pd sosterrà lo sforzo di governo del M5s, augurandoci che Mattarella, incoraggiato da una disponibilità da parte nostra, possa pensare che sia M5s ad avere le maggiori probabilità di comporre un governo&amp;raquo;. Emiliano pensa a un Ulivo 4.0 che, &amp;laquo;assieme ai grillini, costruisca la rivoluzione italiana&amp;raquo;: anche, perché, dice, &amp;laquo;ci sono coincidenze programmatiche rilevanti&amp;raquo;.Ma è su questo secondo livello di scontro, aperto fino all&amp;#39;&amp;laquo;ingenuità&amp;raquo;, che nella direzione pidina di lunedì prossimo presumibilmente Emiliano finirà ancora una volta in minoranza, circondato dall&amp;#39;ipocrita &amp;laquo;cordone sanitario&amp;raquo; di renziani e doppiogiochisti pronti a diventare la &amp;laquo;sesta stella&amp;raquo; di Grillo. La partita è destinata ad avere un periodo di &amp;laquo;decantazione&amp;raquo; nel quale, come osservava ieri anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando della Germania, &amp;laquo;la politica alla fine si compatta&amp;raquo;. Quello della grande coalizione &amp;laquo;è un messaggio forte - diceva -: l&amp;#39;auspicio è che anche in Italia si entri nei fatti e si costruisca una stagione importante di governo&amp;raquo;. Per il leader degli industriali, &amp;laquo;i Cinquestelle sono un partito democratico e non fanno paura&amp;raquo;: bisognerà capire nel concreto &amp;laquo;che cos&amp;#39;hanno veramente in mente&amp;raquo;, in particolare per valutare l&amp;#39;impatto di un reddito di cittadinanza. Alcuni provvedimenti, invece, tipo Jobs Act o piano Industria 4.0 &amp;laquo;non vanno smontati&amp;raquo;. Ma se Confindustria apre una porta, non significa che sia al Quirinale, sia al quartier generale grillino non si pensi di aprirne altre. Di Maio non vede l&amp;#39;ora che il Pd venga &amp;laquo;derenzizzato&amp;raquo; e il dialogo possa partire, magari approfittando dei buoni rapporti tra l&amp;#39;ex ministro Martina e una sua funzionaria all&amp;#39;Agricoltura, Alessandra Pesce, ora candidata grillina a quel dicastero. Lo sdoganamento trova ulteriori punti nella traiettoria di Chiamparino, che sul dialogo con M5s è assai pragmatico: &amp;laquo;Nessun tabù, io in Piemonte con la Appendino ce l&amp;#39;ho quotidianamente&amp;raquo;. Presto per dire (o fare) altro. Se il tremebondo Franceschini arretra, sospettato da Renzi di poter costituire con Gentiloni una possibile &amp;laquo;sponda&amp;raquo; del Quirinale (&amp;laquo;Mai pensato a un governo con M5s!&amp;raquo;), molte delle dinamiche saranno attivate nella partita sui presidenti delle Camere. Dove il cossighiano Zanda si dice abbia parecchie frecce al proprio arco. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/05/1520244623-getty-20180305023246-25879561.jpg" /> Un&amp;#39;alleanza tra &amp;laquo;pidioti&amp;raquo; e &amp;laquo;squadristi grillini&amp;raquo;? Perché no, in politica l&amp;#39;impossibile non esiste, persino una maggioranza di governo tra chi si è insultato violentemente fino a ieri mattina. Il partito ancora guidato dall&amp;#39;&amp;laquo;ebetino di Firenze&amp;raquo;, &amp;laquo;il pollo che si crede un&amp;#39;aquila&amp;raquo;, &amp;laquo;il buffoncello&amp;raquo;, &amp;laquo;il &amp;laquo;ritardato morale&amp;raquo;, insomma Renzi secondo i vari insulti che gli ha cucito addosso Beppe Grillo, sta ragionando su un appoggio esterno a un esecutivo M5s, ovvero &amp;laquo;l&amp;#39;Arca di Noè che sta imbarcando truffatori, scrocconi, riciclati e massoni&amp;raquo;, il movimento di &amp;laquo;un pregiudicato che dà ordini da un villaggio turistico alla moda sul mare africano&amp;raquo;, secondo la definizione del segretario Pd. Vero, è soprattutto la minoranza dem a tramare l&amp;#39;inciucio, l&amp;#39;area del partito che riporta a capataz titolari di corrente interna, da Franceschini (che in cambio sogna la presidenza della Camera, ma lui smentisce tutto) a Orlando (il &amp;laquo;ministro dell&amp;#39;illegalità&amp;raquo; secondo il M5s) fino al governatore pugliese Emiliano tramite il suo fidato parlamentare Boccia, che in passato definì Grillo &amp;laquo;un milionario in pantofole che istiga all&amp;#39;odio&amp;raquo;.Eppure il primo incontro ravvicinato di Franceschini con il popolo grillino, nella &amp;laquo;marcia su Roma&amp;raquo; convocata da Grillo per protestare contro la bocciatura di Rodotà al Quirinale nel 2013, non fu esattamente dei migliori. Sorpreso dal corteo nella veranda di un ristorante romano, Franceschini venne salutato affettuosamente dal popolo M5s a colpi di &amp;laquo;Ah Franceschini, li mortacci tua!&amp;raquo;, &amp;laquo;Venduto&amp;raquo;, &amp;laquo;Buffone&amp;raquo;, &amp;laquo;Vergogna&amp;raquo;, &amp;laquo;Ridacci i soldi&amp;raquo;, &amp;laquo;Che te vada per traverso&amp;raquo;. Più di recente il M5s ha accusato Franceschini di &amp;laquo;piazzare amici al ministero della Cultura trasformato nella sua corte&amp;raquo;, e di altre nefandezze. A proposito di minoranza Pd, è quella che &amp;laquo;fa ridere&amp;raquo; Alessandro Di Battista, perché &amp;laquo;hanno leccato il culo per cinque anni al capo approvando ogni porcheria solo per avere una poltrona e ora gridano allo scandalo perché sono stati fatti fuori&amp;raquo;, ha detto il Che Guevara grillino.Ma in generale è proprio il Pd che, per i grillini, è un partito di &amp;laquo;impresentabili che hanno preso soldi da Buzzi e da Mafia capitale per le elezioni&amp;raquo; (Di Maio), un partito sciolto come &amp;laquo;in una diarrea nauseante&amp;raquo; nella bella immagine di Grillo. Un&amp;#39;altra arbiter elegantiae come la senatrice Paola Taverna, da un palco smentì le ricostruzioni giornalistiche che le attribuivano uno &amp;laquo;zozzoni&amp;raquo; rivolto ai banchi del Pd a Palazzo Madama. &amp;laquo;Ve immaginate io che me giro e je dico zozzoni? No, gli ho detto mafiosi, schifosi, siete delle merde, ve ne dovete andare, dovete morire&amp;raquo; (in compenso un candidato campano del Pd, Gerardo Giannone, le diede della &amp;laquo;zoccola&amp;raquo;). Ma nel Pd il vero campione di insulti al M5s è Vincenzo De Luca, presidente della Campania. Di Maio? &amp;laquo;È un noto sfaccendato, chiedeva al papà i soldi per pizza e birra&amp;raquo;. Di Battista? &amp;laquo;Il gallo cedrone&amp;raquo;. Fico? &amp;laquo;Il moscio&amp;raquo;. Tutti e tre? &amp;laquo;Tre mezze pippe&amp;raquo;. La Raggi? &amp;laquo;Una bambolina imbambolata&amp;raquo;. La Lombardi? &amp;laquo;Ma va a morì ammazzata&amp;raquo;.Più ancora di Berlusconi e Salvini, è proprio il Pd il target principale degli attacchi grillini, da &amp;laquo;Maria Etruria Boschi&amp;raquo; a, ma anche alla vecchia guardia è stata spernacchiata senza riguardo, dalla &amp;laquo;salma&amp;raquo; Fassino allo &amp;laquo;zombie politico Bersani, un fallito&amp;raquo;, mentre l&amp;#39;ex segratario Pd ora Leu ha definito &amp;laquo;fascista&amp;raquo; il movimento. Un&amp;#39;accusa che torna spesso. Quando uscì la notizia delle multe di 150mila euro previste dal M5s per i dissidenti, la senatrice Francesca Puglisi della segreteria nazionale Pd ritrovò &amp;laquo;linguaggi e strumenti che denotano una cultura fascista&amp;raquo;.L&amp;#39;ipotetica alleanza avrebbe anche l&amp;#39;appoggio di Leu, dunque la Boldrini, di cui si ricorda il sondaggio lanciato da Grillo sul suo blog: &amp;laquo;Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina&amp;raquo;. E giù una raffica di insulti irripetibili. Le condizioni ottimali per un&amp;#39;alleanza di governo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/01/20/1516445489-lapresse-20180119103916-25490667.jpg" /> Meghan Markle e Kate Middleton hanno molte cose in comune. Hanno all&amp;#39;incirca la stessa età, ad esempio, poiché nate rispettivamente nel 1981 e nel 1982. Entrambe sono quindi legate a un membro della famiglia reale britannica, senza avere antenati nobili, e vivono a Kensington Palace. Ma sono davvero amiche?Un futuro rapporto parentale non sempre è garanzia di un legame, ma Kate e Meghan sembrano sinceramente amiche, come si è visto la settimana scorsa in occasione dell&amp;#39;incontro annuale a Londra con la Royal Foundation. Le due donne hanno presenziato sul palco, sorridendo e mostrando una grande complicità, e in tanti si sono chiesti se non si trattasse dell&amp;#39;esigenza del momento o dell&amp;#39;etichetta. La risposta sarebbe però negativa, come riportano alcune fonti anonime e alcuni esperti di linguaggio del corpo sull&amp;#39;Express. Questi ultimi hanno spiegato come il divertimento fra le due non sia stato un fattore di circostanza. Inoltre, Kate guarderebbe in maniera tenera e protettiva la futura cognata.La duchessa di Cambridge è infatti da tempo sposata con il Principe William e quindi, come ha raccontato una delle fonti, può aiutare l&amp;#39;ex attrice a comportarsi in maniera corretta, in particolare al cospetto della Regina Elisabetta II. Naturalmente, l&amp;#39;etichetta di Kate deve essere più rigida di quella di Meghan, poiché futura regina consorte. Altre fonti invece ricordano come Middleton sia molto vicina a Markle anche solo per conversare. Nei giorni scorsi si era infatti diffusa la notizia secondo cui Meghan avrebbe avuto difficoltà ad ambientarsi a Kensington Palace, chiedendo un po&amp;#39; consiglio a tutti: Kate Middleton in primis -essendo alla fine della gravidanza, però, potrebbe non esserle sempre d&amp;#39;aiuto - e Camilla Parker Bowles, che la starebbe aiutando con gioia.gallery 1501735 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/06/1520337731-getty-20180228123001-25838355.jpg" /> I meme dedicati a Enrico Mentana hanno invaso i social network. È la conseguenza, come ormai accade da qualche anno, della Maratona Mentana relativa alle elezioni.La trasmissione di La7 è infatti da tempo al centro dell&amp;#39;interesse degli utenti sui social network, in particolare per le doti di resistenza dello stesso Mentana, instancabile davanti alle telecamere nonostante le ore di diretta. Ed è proprio da questa considerazione che è scaturita la vignetta più famosa sull&amp;#39;argomento, quella realizzata da Don Alemanno: il Direttore è ritratto dietro al bancone del programma, con tanto di flebo e servizi igienici, mentre richiama l&amp;#39;inviato Paolo Celata.Mentana è diventato una sorta di mito televisivo e i social si adeguano, un po&amp;#39; come è accaduto al divulgatore scientifico Alberto Angela, anche lui al centro di divertenti meme. Immagini e vignette delle ultime ore hanno, nel frattempo, ritratto Mentana in versione maratoneta o Highlander, come presentatore degli Oscar della politica, ma anche paragonato a Rocky Balboa durante uno dei suoi duri allenamenti. Addirittura in un fotomontaggio, Licia - il personaggio dei cartoni animati degli anni &amp;#39;80 - vede il volto di Mentana riflesso sulla luna e lo guarda sognante. Molte battute sul giornalista alludono invece all&amp;#39;utilizzo di caffè in dosi massicce, nonché al possibile riconoscimento del Guinness dei Primati per le ore record di permamenza in trasmissione. E nella lunga notte dello scrutinio per le Politiche 2018, è anche spuntata la foto di Enrico Mentana accompagnata da una celeberrima citazione di un brano di Antonello Venditti: &amp;quot;Questa notte è ancora nostra&amp;quot;.gallery 1501632 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/06/1520332068-20111214-0099.jpg" /> Il QS World University Rankings by Subject misura le migliori università di tutto il mondo. Confronta la loro capacità di fare ricerca, la reputazione dei docenti e la valutazione dei laureati. E per la prima volta indica un ateneo italiano, il Politecnico di Milano, tra i primi 20 in tutte e tre le aree di appartenenza: 17 esimo in Ingegneria, nono in Architettura e quinto in Design.Una classifica che è sempre più metro di giudizio da parte di studenti e ricercatori di tutto il mondo per decidere dove studiare e dove lavorare, dalla quale dipende l&amp;#39;attrattiva non solo dell&amp;#39;università, ma della sua città e del suo territorio. Una competizione alla quale partecipano le storiche Oxford, Harvard e Cambridge e dove avanzano le facoltà del Far East con la Tsinghua University di Pechino, la University of Tokio e la NTU (Nanyang Technological University) di Singapore.Da anni il Politecnico di Milano ha deciso di giocare la partita internazionale, che lo porta nel 2018 a un risultato storico. Un risultato che non solo lo vede nella top dieci mondiale in architettura e design, ma poco distante dai primi nell&amp;#39;iper competitiva Engineering &amp;amp; Technology, dove l&amp;#39;ascesa compiuta dall&amp;#39;Ateneo è stata eccezionale: sei anni fa era 48 esimo, oggi al 17 esimo..&amp;laquo;Questi risultati sono figli di una politica che viene da lontano e che guarda lontano. Per questo lavoriamo a programmi di formazione in grado di interpretare il cambiamento, mantenendo solide basi scientifiche. Per questo investiamo in laboratori di ricerca all&amp;#39;avanguardia e in campus all&amp;#39;altezza degli standard internazionali, puntando su alleanze durature con le principali imprese del territorio e sviluppando programmi internazionali con le più prestigiose università in Europa e nel mondo&amp;raquo;, ha riferito Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano. Inoltre, questo risultato ha permesso al Politecnico di Milano di ricevere i finanziamenti per il programma Horizon 2020 (ricerca e sviluppo tecnologico). Per produrre la classifica 2018, QS ha preso in considerazione 1.130 università, in 150 paesi, analizzando 48 materie divise in 5 macro aree. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/08/1488963665-sostieni-politecnico.jpg" /> C&amp;#39;è parecchia attesa per il cda di Trenord convocato lunedì per l&amp;#39;approvazione del bilancio. L&amp;#39;ad Cinzia Farisè dovrà mettere sul tavolo business plan, risultati economico-finanziari e programmi di investimento nella flotta treni della società ferroviaria al 50 per cento nel portafoglio della Regione grazie alla holding Ferrovie Nord Milano. Perché l&amp;#39;altro socio è Ferrovie dello Stato e sempre di più sarebbero, almeno secondo voci che corrono al Pirellone, gli indizi di appetiti romani sulla società lombarda visto che, si lascia scappare qualcuno, &amp;laquo;evidentemente agli ex monopolisti la concorrenza è cosa che proprio non piace&amp;raquo;. Aggiungendo che non si spiegherebbero altrimenti gli attacchi ai vertici della società che nemmeno il clima elettorale di queste settimane sembra giustificare. Perché fatta la tara sullo scontato soffiare sul fuoco dei comitati di pendolari più o meno politicizzati messo in campo soprattutto dai candidati del centrosinistra per andare a caccia di qualche voto, sembra che proprio sulla loro pelle si stia giocando una partita più di potere che di servizio pubblico.Uno scontro su cui si è poi innestata Rfi, la società proprietaria delle reti dopo le tre vittime e i 46 feriti dell&amp;#39;incidente di Pioltello su cui la magistratura sta indagando, ma sulla cui ricostruzione pesano evidentemente le fotografie delle zeppe di legno ai binari viste su giornali e telegiornali. Anche perché da un documento datato dicembre dell&amp;#39;Ansf, l&amp;#39;Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, arriva la bacchettata a Rfi dato che risultano in vertiginosa salita i grafici che dopo le ispezioni riportano &amp;laquo;difetti del binario&amp;raquo; (sotto i mille nel 2010, sopra i 4mila nel 2015 e addirittura abbondantemente sopra i 5mila nel 2016) e le &amp;laquo;rotture rotaia&amp;raquo; che da sotto quota 400 nel 2010 hanno toccato 500 nel 2015, per calare un po&amp;#39; nel 2016. Numeri a cui si aggiunge la notizia pubblicata ieri da Repubblica di una lettera inviata proprio da Ansf a Rfi con la richiesta di provvedere alla manutenzione per non perdere le autorizzazioni alla sicurezza.Altro capitolo, e qui i pendolari e i loro comitati hanno più di una ragione, è quello della necessità ormai sempre meno procrastinabile della sostituzione di treni ormai datati agli anni Ottanta. Perché crea indubbiamente un certo sconcerto scoprire che nella commessa di Trenitalia per la messa in funzione dei nuovi treni, 9 siano stati assegnati al Piemonte, 43 alla Liguria, 78 al Veneto, 86 all&amp;#39;Emilia Romagna e zero alla Lombardia. Proprio così, zero alla Lombardia dove pure Trenitalia è non solo azionista di Trenord, ma proprietaria della flotta più vetusta se è vero che il 40 per cento dei treni ha più di 35 anni e tutti appartengono proprio a Trenitalia. Al contrario Trenord negli ultimi anni ha messo in servizio 75 nuovi treni, dei quali 32 a doppio piano per un totale di 378 nuove vetture, delle quali 164 a doppie. Un dato ancor più rilevante se si nota che nell&amp;#39;intero ultimo decennio i nuovi treni entrati in servizio sono stati 190 a fronte dei 75 dei soli ultimi tre anni. Questo perché la Regione ha investito un miliardo di euro per l&amp;#39;acquisto di 131 treni (e 16 locomotive E464), mentre Fnm ha investito mezzo miliardo di euro per 63 nuovi convogli. Cifre ben più consistenti di quelle messe a disposizione da Trenitalia per 38 treni (che al valore di 10 milioni di euro a treno fa 380 milioni). Investimenti unici in Italia per una singola regione, ma che non sono stati sufficienti per togliere dal servizio il materiale rotabile meno recente, interamente di proprietà di Trenitalia, tanto che la Regione Lombardia ha approvato lo scorso anno un piano da 1.600 milioni di euro per l&amp;#39;acquisto di 161 nuovi treni.Cifre destinate a migliorare ulteriormente un servizio che i dati dell&amp;#39;ultimo triennio sembrano promuovere, pur con la necessità di proseguire il lavoro di riqualificazione. Perché se dal 2014 al 2015 i passeggeri giorno erano passati da 702mila a 703mila, anche nel 2017 si dovrebbe registrare un ulteriore incremento. Cosi come in salita sono ebitda e ricavi (non solo da traffico) grazie alla fortissima lotta all&amp;#39;evasione dei biglietti imposta dalla Farisè su richiesta del governatore Roberto Maroni. Con un risultato netto passato dai 2,5 milioni di euro del 2014 agli 8 del 2016 e, secondo alcuni spifferi da confermare lunedì, ulteriormente cresciuto anche nel 2017.Altro capitolo è quello della puntualità, salita all&amp;#39;84 per cento, comprese le cause di forza maggiore, rispetto al 69 per cento del novembre 2014, mentre escluse le cause di forza maggiore sale addirittura all&amp;#39;88 per cento e con una dato &amp;laquo;ritardo medio per passeggero&amp;raquo; sceso a 3,68 minuti rispetto ai 7,37 sempre di novembre 2014. Segno più anche alla voce &amp;laquo;produzione&amp;raquo; con 754mila treni in circolazione e un più 5,6 per cento rispetto al 2014 e il progetto di arrivare a 783mila nel 2018. E oggi, intento, dovrebbe finalmente tornare a pieno regime la linea Milano-Treviglio, dopo gli interventi seguiti all&amp;#39;incidente di Pioltello. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/01/1519891244-7255848.jpg" /> Le indiscrezioni corrono veloci e questa volta riguardano il Belpaese. Sarebbe infatti italiano il nuovo fidanzato di Sharon Stone, un connazionale che ha fatto di nuovo palpitare il cuore della bella attrice, ormai quasi sessantenne.Secondo Novella 2000, che riporta la notizia, il bell&amp;#39;italiano sarebbe un imprenditore, Angelo Boffa, che la Stone avrebbe incontrato a Saint Moritz, in Svizzera, dove lei si trovava, ma anche lui, per via di impegni professionali.Secondo la rivista Boffa avrebbe molte amicizie nell showbusiness, ma a fare forse più notizia è la sua età. Se la Stone è ormai quasi sessantenne, lui ha diciannove anni in meno. Un toyboy, insomma.A far parte i giornali è una fotografia scattata proprio in Svizzera e che vede i due insieme. A Saint Mortiz, durante il veglione di Capodanno, l&amp;#39;attrice avrebbe anche parlato con Tania Missoni del suo compleanno, che vorrebbe festeggiare in Puglia. E nel frattempo tra il 41enne e la bella attrice di Basic Instinct sarebbe scattato qualcosa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/01/16/1516102256-1516101727-ay-110462437.jpg" /> Non è di certo passata inosservata la sfilata organizzata da Gucci qualche giorno fa, in occasione della Milano Fashion Week. Per presentare la collezione autunno-inverno 2018/2019, disegnata dal direttore creativo Alessandro Michele, la maison ha infatti organizzato uno show ambientato in una sala operatoria. A destare le curiosità del pubblico e degli appassionati di moda, però, è stato soprattutto il modo con cui modelle e modelli si sono presentati sulla scena: tutti con una testa mozzata in mano, una riproduzione fedele dei loro volti. Quanto basta per entuasiasmare l&amp;#39;universo dei social network, con la nascita di una sfida virale: la Gucci Challenge.Le teste mozzate apparse in passerella sono state realizzate da Makinarium, una società romana specializzata in effetti speciali, nota per i suoi numerosi lavori non solo per Cinecittà, ma anche con registi di fama internazionale come Ridley Scott, Danny Boyle, Matteo Garrone e molti altri ancora. Gucci, mostrando questi capi fedelmente ricreati, ha voluto ispirarsi all&amp;#39;universo cyborg, riflettendo sul concetto di identità nell&amp;#39;era moderna, dove ognuno ha la possibilità di scegliere chi essere, anche infrangendo le regole se necessario. A party wouldn&amp;#39;t be a party without @sanpellegrino_official @heavensake! Wearing @giuseppedimorabito_official #ADRNight #ADRBook #ADRAuction #TastefulMoments #HeavenSakeUn post condiviso da Anna Dello Russo (@anna_dello_russo) in data: Feb 24, 2018 at 4:44 PST La risposta sui social network non si è fatta ovviamente attendere. In molti hanno deciso di ricreare, in modo decisamente casalingo, le creazioni mostrate allo show: con l&amp;#39;aiuto degli amici, in molti si sono fotografati con una testa stretta fra le mani, il tutto accompagnato dall&amp;#39;hashtag virale #guccichallenge. Anche alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e della moda hanno deciso di parteciparvi: fra i tanti, Anna Dello Russo - con una riproduzione del suo volto - e Giovanna Battaglia, immortalata con Maurizio Cattelan.gallery 1498722 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/26/1519649022-fotogramma-20180221164801-25775113.jpg" /> L&amp;rsquo;inverno mette a dura prova la pelle, rendendola più secca che in altri periodi dell&amp;rsquo;anno e soggetto a tagli: ecco alcuni consigli utili per mantenerla ben idrata e in salute nonostante il freddo di questi ultimi giorni.Il primo consiglio da seguire quando si manifestano dei tagli sull&amp;rsquo;epidermide è trattare queste ferite superficiali con una crema antibiotica in grado di ridurre il rischio di contrarre fastidiosi infezioni cutanee. In caso di arrossamenti, è quindi necessario correre subito ai ripari e prevenire il problema fino a quando sia troppo tardi rivolgendosi a uno specialista.Un&amp;rsquo;altra dritta è quella di utilizzare creme idratanti per il corpo contenenti l&amp;rsquo;olio nella loro formulazione. È bene leggere l&amp;rsquo;etichetta e accertarsi che la componente principale non sia l&amp;rsquo;acqua. Una volta individuata la lozione che più si addice al proprio caso, bisognerebbe applicarla subito dopo la doccia e, preferibilmente ogni volta che si lavano le mani.Per riparare più velocemente i danni provocati dal freddo sulla pelle, gli esperti suggeriscono inoltre di spalmare una quantità generosa di crema prima di andare a dormire e indossare un paio di guanti o calze di cotone in modo tale da favorirne una migliore penetrazione.Quando si hanno a che fare con detersivi e detergenti, bisognerebbe preferire se possibile quelli naturali, privi di alcol, fragranze e altre componenti aggressive per la pelle, e indossare sempre guanti protettivi in silicone.Per quanto riguarda invece le abitudini quotidiane, si consiglia di utilizzare un umidificatore in camera da letto che migliori la qualità dell&amp;rsquo;aria, soprattutto durante il sonno, e bere una quantità sufficiente di acqua. Infine, andrebbero limitate le docce ad alte temperature che seccano la pelle e preferire i tessuti &amp;ldquo;soft&amp;rdquo; come il cotone e la seta, che a differenza della lana hanno una trama più traspirante. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/26/1519634379-woman-3134390-1280.jpg" />


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